mercoledì 20 agosto 2014

Una Pace Colorata

Ieri, esattamente duemila anni fa, moriva l'Imperatore Cesare Ottaviano Augusto: il 19 Agosto del 14 DC.
Fu lui a voler realizzare l' Ara Pacis. L'Altare della Pace. Con la P maiuscola perché era il nome di una Dea Romana.

Proprio ieri Papa Francesco ci faceva riflettere sulla realtà dei fatti: la terza guerra mondiale è in atto. Ad episodi  separati, a pezzi, in focolai che scoppiano in zone lontane anche fra loro del mondo.

Di questa Pace abbiamo bisogno più che mai. Sinceramente non credo che il modello dell'Impero Romano sia quello più adatto ad evocare la pace a partire dallo stesso Augusto che di guerre ne ha fatte in abbondanza. L'Altare della Pace Romana fu edificata là dove tornavano le truppe vittoriose dopo una guerra. 
Poi, nei secoli successivi sono stati  fin troppi i potenti che hanno emulato o cercato di emulare questo stile, che hanno preteso di legittimare il loro dominio rifacendosi a quella discendenza.

Comunque sia c'è un Ara Pacis e ieri, in occasione della ricorrenza, il Museo che ne prende il nome è stato aperto dalle ventuno  fin oltre mezzanotte.
La grande Ara Pacis era colorata grazie a un pennello elettronico,  più o meno come avrebbe potuto essere l'originale .
   
Mi sono presentato all'ingresso poco dopo le otto di sera e ho trovato un'interminabile coda che continuava ad alimentarsi di minuto in minuto.
La prima cosa sorprendente era che la fila era spontaneamente ordinata: tutti in fila indiana. 
La seconda sorpresa è stata scoprire che la maggior parte delle persone in attesa venivano da... Roma! 
 Per fortuna la serata era piacevolmente fresca e questo, unito con la naturale facilità con cui i romani attaccano bottone, ha aiutato non poco a trascorrere l'attesa.
Finalmente alle undici, dopo quasi tre ore, con la schiena e le gambe doloranti è arrivato il mio turno.

[qui link a filmato pubblicato da Repubblica.it - Youtube]

L'effetto è stato veramente spettacolare! 
Il lato principale e quello opposto si presentano con una densità di colori che danno profondità e luce allo sguardo. Le immagini della retorica romana prendono vita e spessore.






Gli altari agli Dei venivano costruiti per donare sacrifici alla divinità, anche i Romani dovevano annualmente portare sacrifici alla Dea Pace per propiziarsi la sua permanenza tra loro.

Noi, cristiani, non abbiamo bisogno dell'Ara Pacis - ma semmai dell' Ara Coeli-  per pregare in favore della pace. Una pace che nasca dal basso, dalla concordia dei popoli! 
Una pace che passi dai condomini ai gruppi parrocchiali, dagli eventi sportivi, alle aule dei parlamenti, dall'accoglienza dello straniero al rispetto della vita in ogni sua fase di sviluppo, dal rispetto delle diversità religiose fino a quelle politiche...

Sempre Papa Francesco, a chi gli ricordava l'apparente fallimento della preghiera, ha detto:
"L'incontro di preghiera  è un passo fondamentale perché si è aperta una porta. Il fumo delle bombe ora non lascia vedere la porta aperta. Ma io credo in Dio e credo che quella porta è stata aperta".
Per sintetizzare io pregherei per una Pace Colorata.

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