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mercoledì 16 novembre 2016

Dov'era la Super Luna?

In realtà io l'avevo letto in un articolo che ad occhio nudo non sarebbe stato percepibile alcuna variazione nelle dimensioni della tanto annunciata Luna Piena; anzi la Super-Super Luna così vicina al punto del perigeo.
Ma tant'è il fascino di guardare in alto e scattare una foto era proprio irresistibile. 

Sulla terrazza del Pincio due turiste si chiedevano come mai tutte le macchine fotografiche erano puntate in alto verso la luna anziché nella direzione opposta, dove piazza del Popolo e, più in là, il cupolone di piazza san Pietro, sono uno spettacolo grandioso.
Anche in questo caso non ho resistito alla tentazione di intromettermi nei loro discorsi e fornire una diligente spiegazione.

Comunque passeggiare per villa Borghese alla ricerca di un "buon" punto da cui scattare una foto, pur se con un iphone, cioè senza cavalletto, senza speciali impostazioni per la luce notturna, e senza un adeguato zoom ottico, è stato decisamente rilassante e divertente.
Anche perché Lunedì sera il cielo di Roma era semicoperto e velato. La luna, per così dire, era come una diva che si concede con parsimonia ai suoi fan.

dalla terrazza del Pincio verso Piazza del Popolo e Vaticano
la luna piena dalla terrazza del Pincio




la luna piena dalla fontana dei cavalli marini

la luna piena da piazza di Siena


la luna piena dal dal giardino del Lago (due lune)






lunedì 29 giugno 2015

Le Girandole dell'Angelo

Quest'anno, per me e Maria Teresa, niente S.Giovanni: nè a Genova nè a Sant Pol de Mar;  comunque mi sentirei di escludere qualunque risentimento del Santo per questa decisione.

Complice il ponte abbiamo optato i Santi Pietro e Paolo a Roma.

Infiorata in Piazza S.Pietro, ma non solo fiori e gambi anche ceci, caffè, sale, coloratissimi e  di grande effetto.




Nel tardo pomeriggio a passeggiare lungo il Tevere, aspettando delle deludenti e scialbe gare di canottaggio con inclusa una ridicola regata storica.

Infine, dopo essersi rifocillati in un ottimo localino dietro a Castel Sant'Angelo, siamo arrivati fin sotto le transenne aspettando lo spettacolo finale.

Ma il tramonto da quelle parti non lascia indifferenti.








E finalmente col buio arriva il momento delle girandole e dei fuochi d'artificio sincronizzati con brani di musica barocca.



Peccato che il deflusso da Oltre-Tevere sia stato disastroso per colpa dei mezzi pubblici non pronti ad accogliere l'eccezionale numero di persone. Alla fine dopo aver lasciato scorrere autobus stracolmi, ci siamo fatti una lunga passeggiata notturna fino a casa. E va bè, che Roma di notte è sempre affascinante.

domenica 31 agosto 2014

Il drone mi mancava

Questo ancora mi mancava.
Girando per Roma nel weekend è facile imbattersi in qualche matrimonio. Le belle chiese non mancano e le coppie che vogliono "farla fuori dal bulacco" neanche.
Così se entri in una chiesa per ammirare un affresco ti imbatti in addobbi floreali elaborati con tecniche esotiche ed eccentriche; oppure davanti al piazzale puoi dilatare le pupille di fronte a  macchine che accompagnano la sposa che sono a dir poco stravaganti; oppure puoi assistere a entrate in  chiesa che sembrano riprese di un set cinematografico: ciak si gira! No, non è venuta bene; che la sposa rientri in macchina ed esca di nuovo, il velo non era col verso giusto; per non parlare dei vestiti degli invitati e invitate ché nell'ampio raggio che va dal veramente raffinato, elegante e sfarzoso a veramente coatto e  un po' puttanesco ci sta proprio tutto...

Ma il drone, no; il drone non l'avevo ancora considerato.
Una breve ricerca in rete  mi fa capire che in realtà è la novità dell'ultima ora. Ma certo! Che matrimonio sarebbe senza una ripresa dall'alto che valorizza l'ambiente circostante, l'uscita della sposa; "il giorno perfetto, l’abito bianco, una pioggia di riso:  è un’emozione da custodire per sempre nel cuore e negli occhi. La magia delle riprese aeree danno movimento alle scene e conferiscono un punto di vista originale e affascinante"  [virgolettato preso da una pubblicità in rete]

Comunque oggi la lacuna è stata colmata: dopo una lunga passeggiata con Maria Teresa lungo il biondo(?) Tevere e una obbligatoria tappa per consumare una gratta-checca, passiamo dall'isola Tiberina e decidiamo di dare un'occhiata alla chiesa di S. Bartolomeo. Non ero mai entrato: bellissima! Inoltre c'è un matrimonio in corso.
Mentre usciamo noto che il fotografo ha un telecomando in mano e accanto a lui, a terra, un drone!

E io che i droni  fino adesso li ho associati  alle incursioni degli americani in Iraq o allo studio delle frane a Courmayeur, rimango basito.
Poi  escono gli sposi, il marchingegno si alza in volo con un sibilo neanche troppo invadente. I miei tentativi di immortalarlo con un video sono pessimi, ma almeno una foto riesco a scattarla.
Il vestito della sposa non è più al centro dell'attenzione decine di passanti come noi sono tutti concentrati sull'evoluzione del piccolo robot.

Perplessità. Molta perplessità....

Ah, dimenticavo: auguri  "per sempre" agli sposi! 
Speriamo che quello non sia un accessorio ormai inutile.



mercoledì 27 agosto 2014

Un asino che vola

Quando ero piccolo e qualcuno mi diceva: "guarda lassù, un asino che vola" io immancabilmente ci cascavo e immancabilmente seguiva il fastidioso sfottó. Se peró vi capitasse di essere a Roma nei pressi di Tor di Nona e qualcuno vi dicesse che c'è un asino che vola, credeteci; vi sta mostrando un murale.

mercoledì 20 agosto 2014

Una Pace Colorata

Ieri, esattamente duemila anni fa, moriva l'Imperatore Cesare Ottaviano Augusto: il 19 Agosto del 14 DC.
Fu lui a voler realizzare l' Ara Pacis. L'Altare della Pace. Con la P maiuscola perché era il nome di una Dea Romana.

Proprio ieri Papa Francesco ci faceva riflettere sulla realtà dei fatti: la terza guerra mondiale è in atto. Ad episodi  separati, a pezzi, in focolai che scoppiano in zone lontane anche fra loro del mondo.

Di questa Pace abbiamo bisogno più che mai. Sinceramente non credo che il modello dell'Impero Romano sia quello più adatto ad evocare la pace a partire dallo stesso Augusto che di guerre ne ha fatte in abbondanza. L'Altare della Pace Romana fu edificata là dove tornavano le truppe vittoriose dopo una guerra. 
Poi, nei secoli successivi sono stati  fin troppi i potenti che hanno emulato o cercato di emulare questo stile, che hanno preteso di legittimare il loro dominio rifacendosi a quella discendenza.

Comunque sia c'è un Ara Pacis e ieri, in occasione della ricorrenza, il Museo che ne prende il nome è stato aperto dalle ventuno  fin oltre mezzanotte.
La grande Ara Pacis era colorata grazie a un pennello elettronico,  più o meno come avrebbe potuto essere l'originale .
   
Mi sono presentato all'ingresso poco dopo le otto di sera e ho trovato un'interminabile coda che continuava ad alimentarsi di minuto in minuto.
La prima cosa sorprendente era che la fila era spontaneamente ordinata: tutti in fila indiana. 
La seconda sorpresa è stata scoprire che la maggior parte delle persone in attesa venivano da... Roma! 
 Per fortuna la serata era piacevolmente fresca e questo, unito con la naturale facilità con cui i romani attaccano bottone, ha aiutato non poco a trascorrere l'attesa.
Finalmente alle undici, dopo quasi tre ore, con la schiena e le gambe doloranti è arrivato il mio turno.

[qui link a filmato pubblicato da Repubblica.it - Youtube]

L'effetto è stato veramente spettacolare! 
Il lato principale e quello opposto si presentano con una densità di colori che danno profondità e luce allo sguardo. Le immagini della retorica romana prendono vita e spessore.






Gli altari agli Dei venivano costruiti per donare sacrifici alla divinità, anche i Romani dovevano annualmente portare sacrifici alla Dea Pace per propiziarsi la sua permanenza tra loro.

Noi, cristiani, non abbiamo bisogno dell'Ara Pacis - ma semmai dell' Ara Coeli-  per pregare in favore della pace. Una pace che nasca dal basso, dalla concordia dei popoli! 
Una pace che passi dai condomini ai gruppi parrocchiali, dagli eventi sportivi, alle aule dei parlamenti, dall'accoglienza dello straniero al rispetto della vita in ogni sua fase di sviluppo, dal rispetto delle diversità religiose fino a quelle politiche...

Sempre Papa Francesco, a chi gli ricordava l'apparente fallimento della preghiera, ha detto:
"L'incontro di preghiera  è un passo fondamentale perché si è aperta una porta. Il fumo delle bombe ora non lascia vedere la porta aperta. Ma io credo in Dio e credo che quella porta è stata aperta".
Per sintetizzare io pregherei per una Pace Colorata.

giovedì 7 agosto 2014

dal Pincio al Vaticano e ritorno

Mercoledì sera. Una passeggiata ci sta proprio bene, fa caldo ma da Ovest proviene una timida brezza. Già, si chiama Ponentino romano, quello evocato nella famosa canzone in cui Roma non deve fare la stupida....

Arrivare fino a Castel Sant'Angelo è un buon sistema per rimettere in moto le articolazioni della ginocchia scricchiolanti dopo più-o-meno 9 ore di scrivania.

Devo attraversare villa Borghese, rotolarmi fino a Piazza del Popolo, costeggiare un tratto del Tevere. Non male come percorso, l'idea mi mette di buon umore.


C'è un'animazione speciale, ho l'impressione che i turisti si siano moltiplicati; sciamano a gruppi e singoli, risalgono il Pincio, si siedono attorno alle fontane, attraversano i ponti sul fiume in entrambe le direzioni...




I giardini intorno al Castello dell'Angelo sono circondati da stand gastronomici, bancarelle, spazi per la lettura, cinema all'aperto, pannelli che attraverso i titoli dei quotidiani del 1915, infarciti di retorica di regime, inneggiano all'entrata in guerra dell'Italia.

Uno stand vende dischi-vinili. Non ho nessuna intenzione di acquistare ma hanno messo su "Firth of Fifth" dei Genesis. Per me è come un richiamo ammaliante e irresistibile e infatti mi fermo a curiosare le copertine del "prog" italiano anni 70', fino alla fine del pezzo.


Da lato Tevere, sul ponte Sant'Angelo, trovo di nuovo un'animazione insolita. A fatica riesco ad imboccarlo quasi travolto da un fiume di ragazze e ragazzi tedeschi.

Ora lanciano bans tipo: "Dammi una A" e tutti gli altri a squarciagola "AAAAA", e il lanciatore prosegue: "dammi una U" e di nuovo il coro sempre più determinato: "UUUUU". Dico per fare un esempio, né le lettere dell'alfabeto né la lingua corrispondono, difatti io non capivo niente!

Molte bandiere sventolano e lungo il fiume ci sono pullman in attesa. Ma non sono tifosi, non ne hanno l'aspetto, né l'arroganza, né l'aggressività, e poi, non ci sono partite internazionali stasera.

Il culmine si raggiunge a Trinità dei Monti. La scalinata è letteralmente ricoperta di persone: dal fondo di Piazza di Spagna fino alla chiesa; riempiono tutti gli spazi, da destra a sinistra, per non dire di quelli che si ammassano attorno alla barcaccia. 

Uno spettacolo mai visto prima. 



Seduti sugli scalini, in piedi, a saltare e ondeggiare, a sventolare enormi bandiere a scacchi bianchi e blu, cantano che sembra un concerto rock e scattano selfie e alzano gli iphone e i tablet al cielo per postare su qualche social network l'evento.
Finalmente metto a fuoco che non ci sono adulti, sono solo ragazzi e ragazze tedesche che potrebbero avere dai 14 ai 30 anni.


"Who are you?", mi azzardo a chiedere a un robusto ragazzotto. "....Bayern community" mi risponde.

Ah bé! Ne so quanto prima.

Poi mi viene in mente una notizia ascoltata distrattamente al TG1: Papa Francesco e il suo primo discorso in tedesco. 
Ci siamo, mi sto avvicinando alla soluzione.
Anch'io tiro fuori dalla tasca il nuovo iphone aziendale e cerco la notizia su Google: "L'evento clou del pellegrinaggio annuale promosso dalla Conferenza episcopale di Germania: 50 mila chierichetti".

Chierichetti tedeschi della Baviera? Chierichetti?
Nella mia parrocchia i chierichetti sono bambini e soprattutto bambine che hanno 7 o 8 anni. Quelli che si preparano alla Prima Comunione, poi spariscono.

Beh! anche qui guardando bene sono più le bambine... cioè, voglio dire ... le ragazze .... belle ragazze, bionde, con mini-short e canotte colorate. Questi chierichetti sembrano non disdegnare né la coca-cola né la birra a giudicare dalle bottigliette in mano o appoggiate negli angoli degli scaloni. Per carità - sono già a difendere la categoria - niente di riprovevole.

Mi fermo a guardare lo spettacolo un po' stupito, un po' sconcertato, un po' divertito, un po' in ammirazione; incrocio lo sguardo orgoglioso di questa gioventù, chiassosa ma non aggressiva, scambio un sorriso ironico con una turista giapponese che incrocio sulla scalinata che sto faticosamente risalendo per ritornare a casa.

E cosa gli ha detto il Papa?



“Bisogna un po’ organizzarsi, programmare in modo equilibrato le cose... ma voi siete tedeschi, e questo vi viene bene...”
“La nostra vita è fatta di tempo e il tempo è dono di Dio, pertanto occorre impegnarlo in azioni buone e fruttuose. Forse tanti ragazzi e giovani perdono troppe ore in cose futili: il chattare in internet o con i telefonini, le telenovele, i prodotti del progresso tecnologico, che dovrebbero semplificare e migliorare la qualità della vita, e talvolta distolgono l’attenzione da quello che è realmente importante”.


Loro rispondono in coro col loro motto: "Liberi! Perché è lecito fare del bene".

E il papa: "Tra le tante cose da fare nella routine quotidiana una delle priorità dovrebbe essere quella di ricordarsi del nostro Creatore che ci consente di vivere, ci ama, ci accompagna nel nostro cammino".


domenica 2 febbraio 2014

Pellegrinaggio "laico"





In questo week-end di incessante pioggia, trascorso a Roma, avevo pensato di passare la domenica mattina oltrepassando  il minaccioso Tevere in piena e di andare a sentire l'Angelus del Papa.


Poi mi sono reso conto che era una di quelle domeniche in cui si può andare a visitare il Palazzo Montecitorio, dove si riunisce il Parlamento italiano...e così ho deciso per un pellegrinaggio laico anziché religioso.

In fondo, mi sono detto, in questo momento se c'è un posto che ha bisogno di sostegno, e, perché no, di preghiere, è proprio il Parlamento.
Chissà se sono le sedute del Parlamento che assomigliano sempre più ad una assemblea di condominio o è viceversa... il paragone è triste in entrambi i casi. 
La paura che qualcuno si dimentichi di come "in nome della verità" - di solito la propria - si è pronti a mandare all'aria le regole della convivenza comune rimane alta.

Bene hanno fatto, secondo me, i Vescovi italiani a ricordarlo nei giorni scorsi.

E allora eccomi nel famoso "transatlantico" dei passi perduti, accanto alla buvette, a percorrere le sale di rappresentanza e soffermarmi nell'emiciclo della Camera dei Deputati a fissare la volta illuminata artificialmente in splendido stile liberty e sbirciare i nomi dei Deputati nello scranno.

Poi per completare l'opera laica sono andato anche al Quirinale a visitare le incantevoli stanze di rappresentanza.

Sono tornato a casa completamente inzuppato e ho ascoltato alla TV Papa Francesco che parlava a una selva di ombrelli colorati!


sabato 1 febbraio 2014

mercoledì 8 maggio 2013

Gli ultimi raggi di sole

Nove ore davanti al monitor a scrivere procedure e uno esce dal lavoro "riscimunito".

Allora meglio non chiudersi nella tana e sfruttare gli ultimi raggi di sole. 
Non c'è che da scegliere e allora: colle Capitolino e mercati Traiani che sono straordinariamente ad accesso libero per l'inaugurazione di una bellissima mostra fotografica.

Piazza del Campidoglio dalla scalinata di Santa Maria in Aracoel

Altare della patria visto da via Caffarelli

da via Caffarello si vede altare della patria e S.maria Aracoeli

Piazza del Campidoglio

Arco di Settimio Severo

Tramonto dai mercati di Traiano


Torre delle Milizie

Clivio Argentario

Mercati di Traiano

Torre delle Milizie

Ragazza legge un libro alla finestra

domenica 7 aprile 2013

Dove stanno andando - la visita

Finalmente è arrivato il momento di visitare la mostra sul cammino di Pietro a Castel Sant'Angelo.
Dove stanno andando? mi chiedevo un paio di mesi fa imbattendomi nelle facce di Giovanni e Pietro.
La visita è stata all'altezza delle aspettative e le risposte anche.

Riporto qui alcuni passaggi delle didascalie che accompagnano le stanze dedicate al percorso di Pietro.

Pellegrini sui passi di Pietro
Chi era Pietro? Uomo di carattere impulsivo, irruente, certamente generoso, era di età non molto distante da quella di Gesù, nativo di Betsaida, in Galilea, sulle sponde orientali del lago di Tiberiade, figlio di una famiglia di pescatori – suo padre si chiamava Giovanni –. Prima di incontrare Gesù si chiamava Simone: in ebraico è un nome che significa “colui che ascolta, il discepolo”. Nel suo primo nome c’era il suo destino, nel suo nuovo nome ci sarà la sua missione.


Incontro
La fede non è una convinzione maturata ragionando: è la risposta ad un avvenimento.
Nella partita tra Dio e l’uomo, Dio gioca la prima mossa, rendendosi in diversi modi presente.
La fede consiste dunque anzitutto in un incontro personale.
La fede è un’esperienza altamente drammatica, perché costringe a misurarsi continuamente col proprio limite e a non averne paura.


Stupore
La fede consiste in uno sguardo di meraviglia...ma Simon Pietro è anche incostante e timoroso nei momenti cruciali. Come può essere costui la roccia della fede? L’avventura del pescatore di Galilea, con le sue intuizioni e le sue cadute, chiarisce che la fede non è una qualità della carne e del sangue – cioè il risultato del valore di un uomo, un vanto da esibire con arroganza – ma un dono ricevuto.

Resistenza
Anche il credente può sperimentare l’incredulità. Anche il non credente può desiderare la fede.


Crisi e Rinascita
Pietro corre alla tomba insieme a Giovanni, sconvolto e confuso.

Abbandono in Dio
...perché quando sembra che tutto prosperi, non è detto che sia davvero così. E quando sembra che tutto rovini, non è detto che sia davvero così.

Somiglianza
È impressionante come, dopo tutta la storia di affiatamento e sgretolamento, di esaltazione e di umiliazione gli Atti degli Apostoli mostrino la trasformazione di Pietro, che diventa sempre più simile a Cristo:  Pietro sembra Cristo. Ciò è vero fino alla consumazione conclusiva, fino all'immedesimazione totale, fisica.