lunedì 1 giugno 2026

Cammino di San Jacopo: Prato - Pistoia



Di questa tappa mi rimarrà la bella salita che dalla periferia di Prato sale per qualche chilometro in un tripudio di ginestre e rose bianche selvatiche. La macchia mediterranea si alterna a boschi di conifere e querceti. Più avanti una imponente "villa del Barone", a causa di una cattiva segnalazione, ci regala un fuori pista in discesa e poi in salita . Pazienza! Oltre, ulivi, ulivi e ancora ulivi,  con un fermento di persone che puliscono il terreno e tagliano i polloni alla base dei tronchi. 


Immersi nel verde si nascondono casali ristrutturati, curati e discreti.

Fino ad arrivare alla rocca di Monte Montemurlo, dove il percorso ridiscendere a valle con la pendenza di un toboga al luna park.

A Montale una schiacciatina da azzannare al circolo Arci e poi, prendendo atto con serenità delle difficoltà di Teresa, lei ed io completiamo la tappa in treno. Siamo qui per godere tutto il bello che possiamo cogliere e non per acquisire attestati di bravura, né costituirci in una confraternita di penitenti senza un domani. 

Questo è il bello di oggi! 

Lasciamo i nostri due compagni a completare la tappa e raccogliere le successive meraviglie. 

In stazione c'è tempo per aiutare una turista indiana (o pakistana) a fare il biglietto ferroviario. Dopo qualche minuto la sento raccontare al cellulare, in inglese, di come sono gentili questi italiani che l'hanno tirata fuori dagli impicci.


Un discorso separato merita il Duomo, la Chiesa Madre di Pistoia. Ma cosa vuol dire chiesa madre? Don Daniele ci spiega che i figli vanno dalla mamma per mangiare, per lamentarsi, farsi lavare i panni sporchi, per chiedere aiuto. È un'inedita e suggestiva prospettiva della "chiesa". 

Recitiamo insieme la preghiera a San Giacomo proprio davanti alla reliquia custodita dal 1145.

 


Ci viene consegnata la Jacobea, simile alla Compostela, e... la nostra scrupolosa ammissione di non aver ancora percorso i previsti 50 km ha riscosso solo un commento: "Dio vede e provvede...".


Nella piazza del Duomo una pietra miliare (mojon), del tutto simile a quelle del cammino di Santiago,  ci ricorda la distanza che ci separa: 2505 km. Grazie Giacomo che ci ricordi che Gesù ascoltava, vedeva,  gustava, toccava, odorava. Come me, come noi.

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