Appunti sparsi per documentare come si cambia; non perchè il tempo che passa ci invecchia, ma perchè ognuno può assecondare un profondo e intimo movimento interno. Cambiare è svelare progressivamente se stessi, essere consapevole delle proprie passioni, illuminare le relazioni con le persone che si amano.
sabato 2 novembre 2019
venerdì 24 novembre 2017
#Juve120
Buffon, Thuram, Scirea, Chiellini, Platini, Pirlo, Zidane, Nedved, Baggio, Trezeguet, Del Piero
Bellissima, ma ... abbiamo la memoria corta sembra la Juve degli ultimi 50 anni. E le leggende di prima le mettiamo in panchina?
giovedì 13 luglio 2017
Todo se comple
Tutto si compie!
È stato nello stesso tempo tutto diverso e tutto uguale a come mi aspettavo.
Se rappresentazione della vita doveva essere, ebbene lo è stato fino alla fine.
E siccome il trionfalismo non si abbina con la mia storia, neanche il cammino é stato trionfale. Ogni cosa va guadagnata, si, con tenacia , ma anche pronti ad adattarsi alle situazioni che cambiano.
sabato 8 luglio 2017
A questo punto del cammino
Siamo oltre la metà del nostro cammino a 115 km dalla meta a 5 tappe. 145 sono i km percorsi.
Oggi stiamo fermi a Sarria. Riposo.
Abbiamo visitato il monastero della Maddalena appena fuori il paese. Bene, non avremmo potuto farlo, apre alle 11.
Nel bellissimo chiostro c'è un percorso di immagini e testi e si può anche contribuire aggiungendo un post-it.
Una bella preghiera iniziale ricorda che a questo punto del cammino abbiamo senz'altro capito che questa è un'occasione di incontri con altri che anno lo stesso obiettivo: arrivare a Santiago, ma che soprattutto è possibile incontrare se stessi con i propri limiti, le proprie motivazioni i propri silenzi è Colui che un giorno ha deciso un giorno di condividere il nostro cammino.
venerdì 7 luglio 2017
O' Cebreiro
Il testo di questa preghiera è stato ritrovato affisso
nella chiesetta romanica di S. Maria La Real che si trova a O Cebreiro
sul Cammino di Santiago di Compostela..
Il testo della preghiera è stato raccolto da Peter e Florence van der Heijde
e tradotto da Giacomo Tessaro.
Preghiera del pellegrino
nella chiesetta romanica di S. Maria La Real che si trova a O Cebreiro
sul Cammino di Santiago di Compostela..
Il testo della preghiera è stato raccolto da Peter e Florence van der Heijde
e tradotto da Giacomo Tessaro.
Preghiera del pellegrino
Quand'anche avessi percorso tutti i sentieri,
superato montagne e valli da est a ovest,
se non ho scoperto la libertà di essere me stesso,
allora non sono ancora arrivato.
superato montagne e valli da est a ovest,
se non ho scoperto la libertà di essere me stesso,
allora non sono ancora arrivato.
Quand'anche avessi condiviso tutti i miei beni
con persone di altre lingue e culture;
quand'anche avessi per amici dei pellegrini dell’altra parte del mondo
e dormito negli stessi alloggi dei santi e dei principi,
se, domani, non sono capace di perdonare al mio vicino,
allora non sono ancora arrivato.
con persone di altre lingue e culture;
quand'anche avessi per amici dei pellegrini dell’altra parte del mondo
e dormito negli stessi alloggi dei santi e dei principi,
se, domani, non sono capace di perdonare al mio vicino,
allora non sono ancora arrivato.
Quand'anche avessi portato il mio sacco dal primo all’ultimo giorno e sostenuto i pellegrini a corto di forze,
o ceduto il mio letto a qualcuno arrivato dopo di me,
donato la mia borraccia senza alcuna contropartita,
se, di ritorno a casa e al lavoro non sono capace di seminare attorno a me la fratellanza, la felicità, l’unità e la pace,
allora non sono ancora arrivato.
o ceduto il mio letto a qualcuno arrivato dopo di me,
donato la mia borraccia senza alcuna contropartita,
se, di ritorno a casa e al lavoro non sono capace di seminare attorno a me la fratellanza, la felicità, l’unità e la pace,
allora non sono ancora arrivato.
Quand'anche avessi ogni giorno mangiato e bevuto a sazietà,
a disposizione tutte le sere un tetto e una doccia,
ricevuto delle cure per le mie ferite,
se non ho visto in tutto questo l’amore di Dio,
allora non sono ancora arrivato.
a disposizione tutte le sere un tetto e una doccia,
ricevuto delle cure per le mie ferite,
se non ho visto in tutto questo l’amore di Dio,
allora non sono ancora arrivato.
Quand'anche avessi visitato tutti i monumenti
e ammirato i più bei tramonti,
imparato a dire buongiorno in tutte le lingue,
gustato l’acqua di tutte le fontane,
se non ho indovinato chi è Colui che, senza nulla attendere in cambio, mi offre tanta bellezza e tanta pace,
allora non sono ancora arrivato.
e ammirato i più bei tramonti,
imparato a dire buongiorno in tutte le lingue,
gustato l’acqua di tutte le fontane,
se non ho indovinato chi è Colui che, senza nulla attendere in cambio, mi offre tanta bellezza e tanta pace,
allora non sono ancora arrivato.
Se adesso smetto di camminare sulla tua strada,
di proseguire la mia ricerca e di vivere in coerenza con ciò che ho imparato; se, d’ora in avanti, non vedo in ogni persona, amico o nemico, un compagno di strada;
se, ancora oggi, il Dio di Gesù di Nazareth
non è per me il solo Dio della mia vita,
allora non sono ancora arrivato.
[preghiera di Fratello Dino]
di proseguire la mia ricerca e di vivere in coerenza con ciò che ho imparato; se, d’ora in avanti, non vedo in ogni persona, amico o nemico, un compagno di strada;
se, ancora oggi, il Dio di Gesù di Nazareth
non è per me il solo Dio della mia vita,
allora non sono ancora arrivato.
[preghiera di Fratello Dino]
venerdì 30 giugno 2017
Padre Nostro che stai nei cammini
Padre nostro
che stai sui cammini venga a noi il tuo respiro e veglia per noi pellegrini;
sia fatta la tua volontà così nel caldo come nel freddo.
La nostra strada di ogni giorno illuminala oggi.
Soccorri le nostre debolezze, così come noi soccorriamo quelli che cedono.
Non lasciarci cadere nel dolore e liberaci da ogni male.
Amen
che stai sui cammini venga a noi il tuo respiro e veglia per noi pellegrini;
sia fatta la tua volontà così nel caldo come nel freddo.
La nostra strada di ogni giorno illuminala oggi.
Soccorri le nostre debolezze, così come noi soccorriamo quelli che cedono.
Non lasciarci cadere nel dolore e liberaci da ogni male.
Amen
lunedì 5 giugno 2017
Tempo di cammino
La data si avvicina e ogni giorno cresce l'attesa per il Cammino che mi attende, che ci attende.
Alla fine siamo in due: Massimo ed io.
I voli sono prenotati, il percorso da Astorga a Santiago di Compostela pianificato e rivisitato meticolosamente.
Il contenuto dello zaino studiato attentamente per ridurre volume e peso.
Gli allenamenti sulla distanza media da percorrere quotidianamente sono in pieno svolgimento.
Ma quando mi è nata quest'idea del Cammino? Perché ho deciso tenacemente di affrontare questa fatica? Sembra che io abbia desiderato farlo da sempre ma non è così.
Per quanto oggi possa ricordare è un'idea che mi è nata circa otto anni fa, quando ho preso coscienza che il "cammino" per completare il percorso lavorativo e maturare la pensione sarebbe stato un "cammino" faticoso e incerto.
Così è stato.
Mi sembra però che ci sia di più...
In fondo penso che sia come mettere in scena la mia vita e la tenacia con cui sono riuscito ad affrontarla finora: riconosco il succedersi di tanti dolori, di tante fatiche, ognuna delle quali sembrava insormontabile, di tante gioie che mi hanno illuminato nel succedersi degli anni e degli eventi.
Tenacia. Mi sembra che questa sia la parola chiave di questo viaggio. Tenacia e perseveranza.
Così è stato.
Mi sembra però che ci sia di più...
Ora che ho una maggiore libertà nel gestire il mio tempo avverto chiaramente che c'è stato un punto di arrivo che segna un successivo punto di partenza.
Questo tratto del Cammino vuole significare questo. Punto e a capo con nuovi orizzonti perché la vita riserverà altre sorprese.
Così è.
Mi sembra però che ci sia di più...
San Giacomo non rappresenta un luogo particolare. Fra il resto la sua presenza in quelle zone sembra piuttosto leggendaria e la vicenda dei pellegrini che viaggiavano verso la fine del mondo e dei cavalieri che proteggevano il loro cammino, non mi appassiona più di tanto.
Tanto meno l'idea è quella di affrontare un'impresa sportiva straordinaria: non c'è il fisico.
Così non è.
Mi sembra però che ci sia di più...
Allora come ho già sentito dire la meta è il cammino stesso.
Il cammino è la scena del "come si cambia" cioè di quel percorso interiore che è la mia vita.
Sì, comincio a mettere a fuoco quello che sto per fare.
Tante tappe per una meta che è "diventare quello che sono" nonostante "quello che sono".
Vorrei essere un'aquila ma sono un pulcino diceva Teresa di Lisieux.
Così sarà.
Ma non ci sono solo io. Partire è portare con sé il proprio bene. Ho con me una pietra raccolta nella spiaggia di Boccadasse che ha questo compito: portare nel Cammino le persone che amo e ciò che di più profondo essi desiderano nella vita.
C'è posto... per chi vuole venire con me; il peso in grammi della pietra non cambia perché questa roba sta tutto oltre il tempo e lo spazio.
Così saremo.
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