mercoledì 10 luglio 2013

Una luce illusoria?

Le encicliche sono sempre documenti molto rigorosi, devono durare nel tempo e quindi seguono un attento schema logico dove ogni parola è ben pesata.
L'ultima enciclica ha però una introduzione scritta direttamente da Papa Francesco.
Queste prime pagine si leggono di un fiato  come un romanzo ben scritto che scorre veloce.

La Luce della Fede. Ma la Fede è una luce?
Ecco quello che ho capito io.




L'uomo fin dall'antichità ha identificato nella Luce la fonte della Vita e il Sole, divinità che compare ripetutamente nel mondo pagano, identificava bene questa esigenza.
Il sole però non raggiunge tutte le tenebre, non è in grado di illuminare il buio della morte.


«Io sono venuto nel mondo come luce, perché chiunque crede in me non rimanga nelle tenebre»
(Gv 12,46).
I primi cristiani vedono Cristo come il vero sole, «i cui raggi donano la vita». Chi crede, vede; vede con una luce che illumina tutto il percorso della strada, perché viene a noi da Cristo risorto, stella mattutina che non tramonta.


Una luce illusoria?

Nell’epoca moderna si è pensato che una tale luce ... non servisse per i nuovi tempi, per l’uomo diventato adulto, fiero della sua ragione, desideroso di esplorare in modo nuovo il futuro.
In questo senso, la fede appariva come una luce illusoria, che impediva all’uomo di coltivare l’audacia del sapere .... Il credere si opporrebbe al cercare...La fede sarebbe allora come un’illusione di luce che impedisce il nostro cammino di uomini liberi verso il domani.



In questo processo, la fede ha finito per essere associata al buio. Si è pensato di poterla
conservare, trovando uno spazio dove convivere con la luce della ragione. Lo spazio per la fede si apriva lì dove la ragione non poteva illuminare, lì dove l’uomo non poteva più avere certezze. 
La fede è stata intesa allora come un salto nel vuoto che compiamo per mancanza di luce, spinti da un sentimento cieco; o come una luce soggettiva, capace forse di riscaldare il cuore, di portare una consolazione privata, ma che non può proporsi agli altri come luce oggettiva e comune per rischiarare il cammino.


Poco a poco, però, si è visto che la luce della ragione da sola non riesce a illuminare abbastanza il futuro; alla fine, esso resta nella sua oscurità e lascia l’uomo nella paura dell’ignoto. 
E così l’uomo ha rinunciato alla ricerca di una luce grande, di una verità grande, per accontentarsi delle piccole luci che illuminano il breve istante, ma sono incapaci di aprire la strada. Quando manca la luce, tutto diventa confuso, è impossibile distinguere il bene dal male, la strada che porta alla meta da quella che ci fa camminare in cerchi ripetitivi, senza direzione.


Una luce da riscoprire
È urgente perciò recuperare il carattere di luce proprio della fede, perché quando la sua fiamma si spegne anche tutte le altre luci finiscono per perdere il loro vigore. La luce della fede è infatti capace di illuminare tutta l’esistenza dell’uomo.

Personalmente mi sento espresso in questa ricerca, risponde alla mia necessità, che non si spegne anche se sono già nell'anno dei sessanta, di capire il perché, lo scopo, il motivo ultimo per il quale esisto.

lunedì 24 giugno 2013

Annunci di lavoro: 150 mila posti vacanti

Annunci di lavoro: 150 mila posti vacanti. Nonostante la crisi dell'occupazione ci sono un gran numero di posti vacanti, ma che richiedono specializzazione e qualche sacrificio. 
Ecco le professioni dimenticate.

In Italia il problema della disoccupazione si fa sempre più consistente, eppure c’è un gran numero di posti che rimangono vacanti.

Gli annunci di lavoro che resterebbero ignorati sono: falegnami, panettieri, sarti, installatori di infissi, baristi, camerieri, pasticceri e infermieri specializzati.

Lo rivela un’indagine della Fondazione studi Consulenti del Lavoro.

I giovani con CV e competenze vorrebbero realizzare le proprie aspirazioni professionali, ma di fatto il grosso dei posti liberi riguarda sempre e solo lavoro da svolgere manualmente o senza necessità di istruzione o formazione particolare. 







  • Panettieri, tra i lavori con i turni più faticosi: 1.040 posti vacanti e il 39% di offerte di lavoro che restano senza risposta;
  • Falegnami, tra i mestieri più difficili da apprendere ma anche più remunerativi;
  • Installatori di infissi con 1.500 posti vacanti e l’83% senza risposta;
  • Baristi e Camerieri, tra le occupazioni più gettonate (ma tra le più precarie se privi di adeguata formazione), ricercatissime se dotati di competenze (ne mancano il 14%);
  • Pasticceri, in via di estinzione tra gli Italiani per colpa degli orari difficili;
  • Macellai, con il 10% di posti che non si riescono a coprire;
  • Sarti, con 2.000 posti liberi ma solo previa frequentazione di un corso di specializzazione.
  • Infermieri (22 mila);
Da un articolo di Francesca Vinciarelli - 21 giugno 2013 su PMI.it

Secondo me sarebbe un argomento di riflessione per i genitori. Sono ancora valide le motivazioni con le quali abbiamo cresciuto i nostri figli spingendoli a diventare ingegneri, avvocati, sociologhi, medici... o abbiamo inseguito un modello che, senza che ce ne rendessimo conto si stava sfaldando da anni?

Perché non si riesce a sviluppare un approccio "moderno" ai mestieri, costruendo e mettendo a disposizione strutture di formazione ma anche spazi per svolgere i lavori e commercializzarli, in capannoni industriali obsoleti e dismessi? Una specie di supermarket dei lavori.

I giovani genitori quale approccio dovrebbero seguire nell'indirizzare i loro figli nel futuro scolastico?

Perché non dovrebbe essere possibile abbinare una buona cultura generale pur dedicandosi a un mestiere?

Perché ignorare che anche chi fa i mestieri potrebbe innovare, creare nuove idee e nuovo sviluppo nel suo settore?


sabato 22 giugno 2013

Sbuffi e bollicine

Più uno: un'altra oscillazione del pendolo e il treno mi riporta verso casa.
Come sempre ci vuole un po' per rilassarsi, la tensione di una settimana sembra improvvisamente ricadere pesantemente nei muscoli del collo, ma questo non impedisce agli occhi di percepire le macchie di verde, rosso e viola della campagna, i capannoni abbandonati, i tralicci dell'alta tensione, le strade che fanno la loro strada, lì oltre il vetro del finestrino; non impedisce alle orecchie di vibrare per le parole e l'arrangiamento musicale di un vecchio pezzo della PFM, che canta "grazie davvero, grazie davvero di vivere, grazie del giorno che  è qua,  grazie del tempo che arriverà ..."; non impedisce al sole di far sentire il suo calore quando ti abbaglia e penetra negli occhi chiusi.
È il 21 Giugno, un giorno speciale, dalla luce lunga fino a tarda ora; anche il treno sembra esserne consapevole; è più pigro del solito e accumula ritardo su ritardo, forse vuole suggerire di fermarsi un po' insieme a considerare questa luce; il cielo è sereno non ne perderemo neppure un lumen!
Come spesso mi capita, anche la mia mente corre lontano. Questa percezione dei sensi mi riporta al costante desiderio di ragionare sull'essenza intima della materia: di cosa sono fatte le cose, inclusi noi che ne facciamo parte. Ma invece di correre con la fantasia verso le galassie e l'infinitamente grande, i miei pensieri si rivolgono verso l'infinitesimo. Questo zoom mi fa apparire ogni cosa, mentre scappa alla vista oltre il finestrino, collegata una con l'altra in un continuum senza soluzione, un addensamento di schiuma sempre più grande capace di raggrumarsi fino a formare la realtà a noi visibile; un campo impalpabile che vibra di frequenze sconosciute, capaci di modulare, nello spazio e nel tempo, livelli di relazioni che si sovrappongono una all'altra formando...l'universo sconosciuto, sotto la cui superficie  nuotiamo poco consapevoli. 



Cosa dite? Che si vede che sono stanco, che è meglio se la pianto lì e provo a dormire? 
Forse è vero.
E poi questa musica che mi ripete "grazie davvero di vivere" mi sembra che dia un senso a questa fatica di tutti i giorni che mi cala addosso. 

Io con un salto mortale triplo corro ancora con il pensiero verso quello sbuffo d'amore nel quale tutto il cosmo è contenuto. Dio dev'essere come un bambino che ha aperto la bocca per fare le bollicine con la saliva; lo ha fatto quasi senza volere perché non poteva essere diversamente. E' nella natura di Dio fare bollicine con la saliva.
E visto che sono in vena di salti mortali, ne faccio un altro, pensando che poi questo Dio-bambino ha trovato il modo di entrare lui stesso dentro la sua bolla. E quando richiuderà la bocca e la bolla non ci sarà più, tutto quello che sarà stato sarà in lui.

Il treno ha ripreso a camminare veloce, ma ormai ha accumulato un'ora di ritardo; c'è l'ultima luce a ovest, ora i colori che predominano sono azzurro, indaco, viola, e più in basso, all'orizzonte, un promettente arancio-rosa. 
Questo pendolo sembra non conoscere le leggi della fisica: si prende i suoi tempi per completare il ciclo. 
Grazie davvero.


martedì 11 giugno 2013

Compagna di viaggio, sempre con lo stesso stupore!

Ho promesso che non rivelerò l'età di questo compleanno, che finisce con lo zero, neanche sotto tortura!

Come tanti anni fa ancora oggi: Teresa con stupore!

Una scusa per festeggiare una compagna di viaggio specialissima per tante persone e come moglie, mamma, mamma, mamma, mamma, nonna, sorella, suocera, zia, zia, zia, cognata, cugina, consuocera!








e per chi si vuole aggiungere...come amica.


domenica 26 maggio 2013

Ricarica completa delle pile: istruzioni per l'uso

A distanza di un anno eccomi di nuovo alla Certosa di Pesio. 

Ci sono momenti in cui bisogna ricaricare le batterie: questa volta pieno totale!

Finalmente libero da quell'ansia interiore per la quale hai sempre qualcosa da fare; testa bassa al lavoro davanti al monitor scrivendo procedure aziendali o la sera trovando sempre qualcos'altro da fare pur di non spegnere la luce (magari l'ultima partita a Ruzzle) o lasciandosi travolgere dall'impressione di essere un pendolo che oscilla senza tregua da Roma a Genova e viceversa, o trasformando anche i pochi momenti di preghiera in una corsa verso l'amen finale.

Un giorno in monastero ti costringe a scendere dal treno freccia-compulsiva; c'è l'immediata percezione che puoi finalmente prenderti il tuo tempo; che hai un'ora e poi ancora un'altra e un'altra ancora, tutto quello che ti serve, per arrivare ad ascoltare il rumore dei tuoi pensieri, per rimuginare come un erbivoro e fare tue le riflessioni che ti vengono proposte, per poter intonare la voce con il lento canto dei salmi che ti placa,  per poter condividere le emozioni con la tua compagna-di-viaggio. 
Se poi, come oggi, ti capita una di quelle giornate dove lo scenario della natura è da urlo per l'azzurro del cielo, le sfumature di verde degli alberi e il bianco delle Alpi Marittime, allora si scatena un effetto domino e la giornata diventa di quelle da incorniciare in un quadretto.

Ma la cosa più bella è stata conoscere padre Daniele. Non avrei dovuto conoscerlo perché lui avrebbe dovuto essere già in Mongolia dove è missionario. Invece con suo grande rammarico e mia grande fortuna, problemi burocratici di visto lo hanno fermato in Italia.

Difficilmente i missionari sono degli ottimi "oratori". Infatti il suo parlare è come rovesciare di colpo un bottiglione pieno d'acqua che fa Bloo, bloo , glu, glu e si formano bolle d'aria e risucchi che rendono l'uscita dell'acqua irregolare e dirompente nello stesso tempo, efficace!



E' gente che non ha niente di cui vantarsi e ti racconta che" volevo fare qualcosa di bello nella mia vita...ma avevo paura..". ora celebra Messa in una Gher (in russo Yurta)
 e dialoga con i monaci buddisti. Io sono un monaco di Gesù dice loro nella loro lingua per farsi capire.





Parla della preghiera e cita tanti autori fra cui anche S.Agostino commentando un brano del Vangelo di Giovanni (17,18) su dove è Dio: "..si deve allontanare dall'anima ogni idea di immagini corporali, ogni cosa che rappresenti alla mente l'idea di lunghezza, di larghezza, di spessore, qualsiasi cosa che abbia un colore dovuto alla luce materiale, o che sia estesa nello spazio, finito o infinito che sia.....non bisogna mettersi a cercare dove sia ... perché nessuno può trovare un luogo dove non sia..."


Sono riuscito a fare una passeggiata con lui e ho scoperto che è un ingegnere...mi pareva che ci fosse una sensibilità comune! E poi mi ha dato tanti altri consigli sulla mia vita, sulle mie paure, sull'imparare a perdonare... ma questa è un'altra storia.