venerdì 11 agosto 2006

Occhiali rotti

(Sogno 11/8)

Cammino con altre persone - sembra una passeggiata rilassante, perchè mi fermo commentando con qualcuno che la vista sul golfo è veramente incantevole - rimango indietro, prendo fra le mani gli occhiali da vista, li rigiro in tutti i versi e mi rendo conto che sono rotti. Le stanghette si
ribaltano da una parte e dall'altra rispetto alle lenti oscillando sul perno; l'attaccatura fra le due lenti è disarticolata; io sembro non capacitarmi di come si sia prodotto questo danno. Vorrei aggiustarli, ma sono tentativi inutili.

Gli occhiali rotti mi sembrano un segnale di disagio.
Già la sola presenza degli occhiali da vista richiama la necessità di avere un aiuto per poter guardare con chiarezza il mondo intorno (io vedo bene da lontano, ma da vicino oggetti come cellulari, libri, giornali, lo schermo del computer.... diventano spazi irrimediabilmente sfuocati e
incomunicabili).
E comunque, nonostante tutto, gli occhiali ristabiliscono un equilibrio, permettono di relazionarsi nuovamente con le cose della tua vita mettendole nella giusta posizione focale.
Qui invece sono anche rotti, non si possono più inforcare fra naso e orecchie, hanno perso la loro consistenza, la loro funzione di sostegno.
C'è una sola cosa da fare: bisogna tornare dall'ottico e farli riparare.

Il ritorno al lavoro dopo una settimana di riposo, non è stata affatto semplice,
pensavo ad un Agosto di tutto relax, invece ho trovato problemi importanti da risolvere; una situazione da rimettere a fuoco, mi sono trovato impreparato...


Cerco qualche riferimento sulla rete con "occhiali rotti"...

Su "golem indispensabile" (clicca) ho trovato qualche spunto.

Parlando di un film di W.Allen, Prendi i soldi e scappa, in cui al protagonista vengono rotti gli occhiali sette volte si dice "... non è solo iterazione di una trovata ma una traccia esplicita della vita inconscia: la limitazione della vista è un simbolo di castrazione, personale e sociale, dal momento che a rompere gli occhiali sono i rappresentanti di diverse categorie"

e ancora

Victor Sjöström, ne Il posto delle fragole perde la propria identità, che vuol dire prestigio, conoscenza, tutta la sua vita, privata e pubblica, quando con orrore vede in sogno i suoi occhiali cadere e rompersi. Il professore sulla strada verso il giubileo professionale perde le coordinate del suo mondo, simboli di morte appaiono in una strada deserta, la prospettiva si disfa in un succedersi irrazionale di oggetti mostruosi, menomati, deformi. La sua vanità è schiacciata, le lenti con cui guardava il mondo sono in frantumi.

Gli occhiali, la difficoltà visibile nell'approccio con gli altri, nella relazione; guardare e essere guardati; la manchevolezza nella tensione onniveggente, il limite al vedere totale, che permetterebbe di costruire rapporti equilibrati con il mondo e con gli altri. Le lenti sono segno tangibile che divide.

Poi un riferimento agli occhiali rotti c'è nel libro Timeline di Michael Crichton (da cui anche uno scadente film).
Protagonisti sono un gruppo di archeologi che in un uno scavo, insieme a reperti dell'epoca medievale, trovano un paio di recenti occhiali rotti , naturalmente non dovrebbero essere lì, anche perchè appartengono ad uno stimato collega di cui si sono perse le tracce poco tempo prima. Da qui un fantascientifico viaggio nel passato con una macchina del tempo, alla ricerca dell'archeologo che era rimasto intrappolato nel medioevo durante una precedente "spedizione".

Anche Harry Potter pare impegnato con problemi conseguenti agli occhiali rotti; ma in questo caso, nel suo mondo, sembra esistere una apposita magia chiamata OCOLUS REPARIS. Con questa magia gli occhiali rotti si aggiustano "magicamente".

Nella canzone di Samuele Bersani (Occhiali rotti) viene ricordato il giornalista Baldoni.
"...un bacio a tutti, quanti sogni belli e quanti brutti
i miei occhiali si son rotti
ma qualcuno un giorno li riparerà…
un bacio a tutti, fate sogni belli e pochi brutti
i miei occhiali si son rotti
ma qualcuno un giorno se li metterà "


Infine un'ultima citazione, trovata nel resoconto di una gita a Loreto di un gruppo di ragazzi di Ischia: "L'ultima sera infatti mi si erano rotti gli occhiali e Don Carlo ridendo mi disse: "vuol dire che devi guardare con gli occhi del cuore"

Vedere con gli occhi del cuore…E' una buona idea!
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