sabato 30 giugno 2007

La piazza più grande

Giovedì Santo.
Come in tanti paesi della Sicilia, nella piazza più grande si svolge la rappresentazione della morte di Gesù.
Ai lati della piazza e nelle strade adiacenti, le bancarelle vendono i dolci tipici, le ciambelle colorate di rosso, i pistacchi e i torroni, la pasta di mandorla e lo zucchero filato.
Ma la folla, ora, ha altro per la testa. Si dirige, più veloce dell'oscurità che inizia ad allungarsi, verso il centro della piazza dove lo spazio è dominato da un monumento bianco.
Viene chiamato il Calvario. Un piccolo tempietto con colonne che contiene una croce, ai suoi lati altre due.
E' lì davanti che è stato preparato il palco dove la compagnia teatrale rappresenterà l'agonia e la morte del Salvatore. La statua della Madonna Addolorata accompagna il figlio adagiato in un cataletto per "la Scesa della Croce", e poi farà il percorso inverso verso l'altare della deposizione.
Lo spazio aperto è enorme ma anche il numero di persone è imponente. Sembra che tutto il paese si sia radunato lì.
Suono di banda, rumori di voci, preghiere in cantilena con il rosario in mano.
"Mamma dove sei?" Mi sono distratto, confuso dalla confusione, ed ora intorno a me realizzo un mondo sconosciuto. Più che altro vedo gambe, perché ho quattro anni e l'altezza è quella che è.
Quanto tempo passa in questo limbo, mentre il movimento della folla comincia a trascinarmi in qualche imprecisato posto? Forse non più di un minuto.
A risvegliarmi dall' imbambolamento e da un'ansia crescente, un urlo.
E' la mamma che mi ha ritrovato e piange. Allora piango anch'io per empatia. Non so bene perché, ma se lei è spaventata lo sono anch'io. Ci abbracciamo, mi rassicuro, si rassicura.

(foto: Vittoria (RG) - piazza del Calvario)
Notizie sulla Pasqua in Sicilia e a Vittoria, qui.
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