mercoledì 20 febbraio 2008

La trasformazione

Chi legge i miei post sa che i miei temi centrali sono: il cambiamento, la trasformazione, il progredire, l'illuminazione.
Quando trovo qualcosa o qualcuno che ne parla sono immediatamente interessato.
Questa volta propongo alcuni passaggi di un articolo che ho letto e che mi ha incuriosito.

Mentre leggete chiedetevi: di chi si sta parlando?

Un aiutino: non è Antony De Mello e neppure Carlos Valles. Non è Hermann Hess, non è un testo di spiritualità, nè un brano del Vangelo.

La trasformazione richiede comprensione e conoscenza: richiede la capacità di combinare ragione e immaginazione, fatti concreti ed astrazioni, praticità e capacità visionaria. Il miglioramento è un processo continuo e dinamico: il progresso incrementale sarà sempre importante, ma solo la trasformazione è la chiave di un successo profondo e duraturo.
La ricerca del progresso ha inizio con un'esigenza. L'applicazione dell'intelligenza alla necessità porta al cambiamento. Ma l'intelligenza abbinata all'illuminazione può stimolare innovazioni più profonde, rivoluzioni più radicali, trasformazioni più drastiche. Noi abbiamo l'obiettivo di aiutare a soddisfare la sete di intelligenza e illuminazione.


In tutta sincerità sono parole che mi piacciono moltissimo, se applicate alla conoscenza interiore, alla ricerca della verità.

Peccato.
Peccato perchè queste parole così intense le ho trovate in un articolo di una rivista mensile di Informatica. Sono le parole con cui un manager che si occupa di marketing, cioè un signore il cui mestiere è vendere, cerca di promuore al meglio il suo programma software. E' un prodotto che fa parte di una particolare classe di programmi che, comunque la si metta, servono a produrre delle statistiche, molto complesse, ma pur sempre statistiche. Non certo a cambiare l'uomo.
Cambiamento, trasformazione, illuminazione, progresso, tutto è riferito al business, all'incremento di fatturato, al'individuazione di nuovi mercati.
Decisamente triste.
Non svelerò nè la rivista nè il programma, in questo contesto è fuori luogo.
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