venerdì 6 gennaio 2012

Non chiedere, ringrazia

Questo racconto è tratto dal libro di Marino Parodi, "I miracoli che cambiano la vita".

Suppongo che il Robert Muller di cui si parla sia l' ex-Assistente del Segretario Generale delle Nazioni Unite; uso il condizionale perché le informazioni che ho saputo trovare sulla rete non coincidono perfettamente con il libro e della storia che mi appresto a  raccontare non ho trovato altro riscontro. Forse bisognerebbe leggere i suoi libri o una biografia più dettagliata.

Fatta questa doverosa premessa, aggiungo che, comunque sia, la storia mi ha profondamente colpito per le modalità attraverso le quali il protagonista affronta la "sua" difficoltà e ne ho tratto un beneficio personale interiore.

Non era una difficoltà da poco, la macchina da guerra nazista stava reclutando tutti i giovani per affrontare la guerra e Robert non aveva nessuna speranza di sottrarsi alla chiamata.
La sua forte spiritualità lo spinse a riflettere e pregare fino a raggiungere una sorta di illuminazione riguardante l'importanza del pensiero, il grande potere creativo delle convinzioni. "Tutte le volte che aveva messo mano ad un'impresa, animato dalla convinzione invincibile di riuscire, il successo non si era mai fatto attendere!".
A quel punto "chiedere a Dio la grazia di non partecipare alla sanguinosa impresa della guerra e ringraziarlo nella certezza di averlo già ottenuta erano due facce della stessa medaglia".

Ne era così convinto che decise di passare dalle parole ai fatti e organizzò una cena con tutti i suoi amici allo scopo di festeggiare il suo "congedo"; la festa si concluse con un brindisi a base di champagne. Naturalmente i più lo presero per matto, ma di fatto la chiamata alle armi non arrivò mai; nessun motivo legato alla salute, nessuna azione intrapresa per nascondersi; per lui era naturale: "Ho chiesto a Dio di essere esentato dalla guerra perché io sono per l'amore e non per l'odio. Dio mi ha esaudito: bussate e vi sarà aperto, ci ha promesso".


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