domenica 29 aprile 2012

Chi ce l'ha fatto fare?

Sono ritornato da Roma Venerdi sera alle 22.30 e Sabato mattina alle 6.45 ero già in macchina per raggiungere le altre famiglie che ci aspettavano alla Certosa di Pesio per vivere insieme due giorni di ritiro.
Così, diciotto persone, apparentemente fuori di senno, hanno deciso di buttare via un weekend della loro vita per pregare, condividere riflessioni, ridere insieme nei momenti di pausa, e trovare anche il tempo per una passeggiata e qualche gioco.


Sì, la parola che ho utilizzato è proprio quella: RITIRO. Si decide spontaneamente di uscire un attimo dalla mischia, si decide che è un investimento impagabile prendersi una pausa per riflettere sui propri valori; passeggiare in silenzio sottobraccio al coniuge tra i chiostri di un antico convento;  rapporti con amici che assumono spessore perché l'ingranaggio che  muove la relazione  entra in una reciproca sintonia; e ancora: confidenze, sostegno reciproco, complicità, meraviglia...innaffiate da notturni cicchetti di prugnolo


Il bello è che questi diciotto pazzi ne hanno trovati altri centoventi - a loro sconosciuti -  fatti della stessa pasta e molti di questi erano papà e mamme di bambini piccoli. 
In questi momenti sembra che il tempo assuma un'altro andamento perchè anzichè due giorni ti sembra di averne vissuto almeno sette...


18 pazzi

Location


Qualcuno si scandalizza, se aggiungo che durante la Messa anziché scambiarsi il segno della pace, ci siamo detti gli uni agli altri "Ti voglio bene"?


PS: Chi ce l'ha fatto fare? Beh! naturalmente nessuno ma è stata un'ottima decisione!


giovedì 26 aprile 2012

La mia Roma?

Abituato a scalare i "colli" dell'Appennino Ligure, salire e girare intorno al Gianicolo è stata una passeggiata innocua; per capirci come essere a Corvetto e dire, beh vado a piedi a Castelletto..Certo la vista è ancora più imponente.

Il 25 Aprile la considero però una giornata "diurna" fuori dal normale. La "mia" Roma è quella serale; dopo il lavoro, dopo la preparazione della cena e intanto viene buio.
comunque prendo le misure dei percorsi; ogni sera mi spingo un po' più in là, in un'altra direzione; le mappe appiattiscono tutto, invece Roma è ondulata; alcune strade sono affollate altre semideserte; ci si perde anche nel centro di Roma; qualcuno mi abborda e qualcun'altro vuole offrirmi un locale veramente speciale; sicuramente una turista americana vuole un'indicazione che non so fornirgli. Quando posso cerco strade laterali a quelle dei turisti.
Io cosa sono? Un turista? Un abitante in prestito? Un ospite?
Come nella canzone di Modugno  "solo me ne vo per la città..." In tutte le cose che accadono c'è un lato buono  e uno meno buono. Dipende come lo vuoi guardare.
Ecco in queste foto il mio punto di vista (provvisorio).




By Blackberry

By Blackberry

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domenica 15 aprile 2012

Siamo ciò che cerchiamo

Tempo di crisi, tempo per cambiare direzione, per cambiare rotta!
Vediamo se riesco  a esprimere quello che provo senza dare l'impressione di fare una predica, ma condividendo sensazioni che provo ma che fatico a mettere in ordine.


In realtà tutto sembra indicare che coltiviamo l'idea del ripristino.
Tutto quello che desideriamo è che lo spead torni basso, la borsa voli alto, gli interessi siano minimi, i consumi crescano come prima. Anzi diciamoci la verità, quale strada ci viene indicata per uscire? Essere più produttivi, più attivi, più connessi... Ma sarem(m)o più felici?


Questa crisi, sembra non insegnarci niente, ci provoca ansia, frustrazione, contrazione,  rabbia verso i poteri, ma non so quanto ci stiamo impegnando per cambiare "credendo di costruire la felicità dell’uomo sulla sua presunta autonomia e indipendenza, invece che fondarla sulla relazione con gli altri e con l’Altro".


I sociologhi e coniugi Chiara Giaccardi e Mauro Magatti, docenti di Sociologia all’Università Cattolica di Milano, suggeriscono di «rimettere al centro dell’attenzione la famiglia" e in particolare "riuscire a rimettere in discussione il modo in cui il lavoro e la festa vengono definiti nell’attuale modello di sviluppo". È il clima respirato in famiglia a far riscoprire l’impegno e la dedizione non solo come valori orientati verso sé stessi e la propria realizzazione professionale, ma anche, e soprattutto, come rivolti all’altro e al legame che insieme a lui si costruisce (FC 15/4/2012). 





E una frase complicata? 
Secondo me significa semplicemente che c'è una potenzialità inespressa nei legami familiari. Pensiamo di dividerci fra sostenitori della famiglia tradizionale e sostenitori delle nuove aggregazioni di affetti, in realtà non puntiamo al cuore del problema: 
la famiglia in tutti i suoi aspetti, da quelli affettivi a quelli sociali, a quelli generazionali a quelli spirituali a quelli ludici è il DNA su cui si sviluppa il progetto-umanità.


Chiudo i miei pensieri con un proposito: 
Sì, c'è la crisi ma mi impegno a cercare la felicità, ancora e ancora. Non c'è dissonanza fra il cercare il proprio bene e rivolgersi all'altro.

martedì 10 aprile 2012

Roma...bella cittadina

video

"Roma... bella cittadina",  farfugliava Govi in una sua famosissima commedia.


Da lì ricomincia il mio percorso lavorativo.

In qualche maniera è tempo di bilanci.
Mi ero riproposto con forza dopo i primi giorni di smarrimento: "il mio desiderio non è girare l'interruttore e ripristinare la stessa situazione di prima. Troverei triste non aver saputo approfittare di questo momento per crescere, o almeno provarci"
e ancora: "sono pronto, anzi ho già ricominciato a guardare avanti; non so bene come, ma nel profondo di me, nei momenti di difficoltà, dopo il panico iniziale, sento sgorgare una forza interiore".


Ne sono stato capace? Sarebbe bello potermi rispondere con un pieno Sì!
In realtà non è così semplice: pensieri negativi e rimpianti si mescolano a speranze e gratitudine.


Deve essere strano, molto strano questo cambio, è il suolo con tutti i muri a venirsene poco a poco giù, ma che bello è poi poter costruire secondo i propri criteri, valori, il proprio edificio. Svincolati da codici di comune uso...se ciò avviene è perchè hai le carte da giocarti.


Questo "cambiamento" è ancora in atto e non si conclude con la lettera di "assunzione".


"...e allora ho pensato che voglio che questo 2012 sia un anno bello importante perchè è l'anno in cui sta per nascere mio nipote, sto per diventare nonno..."
Che cambio, da ruolo di vittima perseguitata a fautore, co-creatore del proprio destino.




domenica 8 aprile 2012

E così avvenne

Ieri sera, alla veglia pasquale, ho letto, dal libro della Genesi, il racconto della creazione del mondo.


Nei pochi minuti a disposizione per prepararmi mentalmente,  mi chiedevo. Con quale stato d'animo si possono leggere queste parole?
Ho pensato a quante generazioni di padri, figli e nipoti, per migliaia di anni si sono tramandate questi racconti prima che fossero codificati.


probabilmente era gente che viveva giorno dopo giorno a stretto contatto con la terra, con l'acqua, con il cielo sopra la testa, col mistero di fenomeni incomprensibili, con la brutalità di alluvioni e di terremoti e con la dolcezza di cicli  sempre uguali e sempre diversi.


Che intuizione grandiosa saper coglire lo scorrere lento del tempo che ha plasmato le cose inanimate e quelle animate fino alla comparsa dell'uomo e della donna.


Che forza, quel riassumere in pochi verbi l'essenza della Creazione: Dio disse... e così avvenne... ed era cosa buona, molto buona
Prima Dio dice, poi Dio fa, poi dà un nome, poi Dio contempla la bontà...


E che dire dello stupore e dell'emozione che quegli uomini proiettano su Dio; a Lui fanno dire ciò che loro provano; se lo immaginano mentre guarda con crescente passione  al creato che sta prendendo forma, senza fretta, assaporando ogni attimo: "ed è notte ed è mattina".


Quale intuito, avere preso consapevolezza di una cosa straordinare e impensabile : l'uomo e la donna sono simili a Dio, da Lui sono benedetti.


Tutto questo ho pensato, prima e mentre leggevo e mi sono commosso. La creazione continua.


Buona Pasqua!



Genesi 1

1 In principio Dio creò il cielo e la terra. 2 La terra era informe e deserta e le tenebre ricoprivano l'abisso e lo spirito di Dio aleggiava sulle acque.
3 Dio disse: «Sia la luce!». E la luce fu. 4 Dio vide che la luce era cosa buona e separò la luce dalle tenebre 5 e chiamò la luce giorno e le tenebre notte. E fu sera e fu mattina: primo giorno.
6 Dio disse: «Sia il firmamento in mezzo alle acque per separare le acque dalle acque». 7 Dio fece il firmamento e separò le acque, che sono sotto il firmamento, dalle acque, che son sopra il firmamento. E così avvenne. 8 Dio chiamò il firmamento cielo. E fu sera e fu mattina: secondo giorno.
9 Dio disse: «Le acque che sono sotto il cielo, si raccolgano in un solo luogo e appaia l'asciutto». E così avvenne. 10 Dio chiamò l'asciutto terra e la massa delle acque mare. E Dio vide che era cosa buona. 11 E Dio disse: «La terra produca germogli, erbe che producono seme e alberi da frutto, che facciano sulla terra frutto con il seme, ciascuno secondo la sua specie». E così avvenne: 12 la terra produsse germogli, erbe che producono seme, ciascuna secondo la propria specie e alberi che fanno ciascuno frutto con il seme, secondo la propria specie. Dio vide che era cosa buona. 13 E fu sera e fu mattina: terzo giorno.
14 Dio disse: «Ci siano luci nel firmamento del cielo, per distinguere il giorno dalla notte; servano da segni per le stagioni, per i giorni e per gli anni 15 e servano da luci nel firmamento del cielo per illuminare la terra». E così avvenne: 16 Dio fece le due luci grandi, la luce maggiore per regolare il giorno e la luce minore per regolare la notte, e le stelle. 17 Dio le pose nel firmamento del cielo per illuminare la terra 18 e per regolare giorno e notte e per separare la luce dalle tenebre. E Dio vide che era cosa buona. 19 E fu sera e fu mattina: quarto giorno.
20 Dio disse: «Le acque brulichino di esseri viventi e uccelli volino sopra la terra, davanti al firmamento del cielo». 21 Dio creò i grandi mostri marini e tutti gli esseri viventi che guizzano e brulicano nelle acque, secondo la loro specie, e tutti gli uccelli alati secondo la loro specie. E Dio vide che era cosa buona. 22 Dio li benedisse: «Siate fecondi e moltiplicatevi e riempite le acque dei mari; gli uccelli si moltiplichino sulla terra». 23 E fu sera e fu mattina: quinto giorno.
24 Dio disse: «La terra produca esseri viventi secondo la loro specie: bestiame, rettili e bestie selvatiche secondo la loro specie». E così avvenne: 25 Dio fece le bestie selvatiche secondo la loro specie e il bestiame secondo la propria specie e tutti i rettili del suolo secondo la loro specie. E Dio vide che era cosa buona. 26 E Dio disse: «Facciamo l'uomo a nostra immagine, a nostra somiglianza, e domini sui pesci del mare e sugli uccelli del cielo, sul bestiame, su tutte le bestie selvatiche e su tutti i rettili che strisciano sulla terra».
27 Dio creò l'uomo a sua immagine;
a immagine di Dio lo creò;
maschio e femmina li creò.
28 Dio li benedisse e disse loro:
«Siate fecondi e moltiplicatevi,
riempite la terra;
soggiogatela e dominate
sui pesci del mare
e sugli uccelli del cielo
e su ogni essere vivente,
che striscia sulla terra».
29 Poi Dio disse: «Ecco, io vi do ogni erba che produce seme e che è su tutta la terra e ogni albero in cui è il frutto, che produce seme: saranno il vostro cibo. 30 A tutte le bestie selvatiche, a tutti gli uccelli del cielo e a tutti gli esseri che strisciano sulla terra e nei quali è alito di vita, io do in cibo ogni erba verde». E così avvenne. 31 Dio vide quanto aveva fatto, ed ecco, era cosa molto buona. E fu sera e fu mattina: sesto giorno.

venerdì 6 aprile 2012

Bouree Spaziale

In ritardo di un anno...8 Aprile 2011


Versione veramente, ma dico veramente, spaziale della Bouree di Bach eseguita dall'astronauta NASA Cady Coleman  che duetta con Ian Anderson.

La performance è stata realizzata per celebrare il primo viaggio spaziale di Gagarin.


giovedì 5 aprile 2012

Only for progressive rock fans: Thick As a Brick 2


1972: i Jethro Tull pubblicano "Thick As A Brick", il disco più Progressive-Rock della band. Un'unico brano con la storia di Gerald Bostock poeta-bambino.
Che ne è stato di lui?


2012: Ian Anderson ci racconta 


"i possibili diversi percorsi che il giovane e precoce studente Gerald Bostock avrebbe potuto intraprendere nel corso degli anni e la  reazione degli alter-ego le cui identità, nelle sezioni di brani loro dedicate, illustrano le svolte potenzialmente infinite, gli scherzi del destino e le opportunità. Ma questo non vale solo per Gerald, è piuttosto la dimostrazione di come anche le nostre vite si sviluppano, cambiano direzione e alla fine si chiudono grazie a incontri casuali e ad episodi, per quanto piccoli e insignificanti sembrino sul momento. Nello sviluppo dell'opera, i bivi di cui le trade della vita sono costellate, alla fine lasciano spazio a un'attrazione quasi gravitazionale che ci porta a convergere in un finale forse pre-ordinato, una sorta di destino. Quando noi, figli del baby-boom, riguardiamo le nostre vite, finiamo spesso per  pensare a quella volta in cui “se fosse andata così”... Potremmo anche noi, come Gerald, essere diventati un prete, un soldato, uno sbandato, un negoziante o un magnate della finanza? E i più giovani, la generazione dei social media e di internet, potranno scegliere di valutare bene tra la miriade di possibilità che incroceranno in ogni momento...Strano tipo, la vita...Ian Anderson  Gennaio 2012 "


Thick as a Brick Live in 2012Per quelli della mia età vale la pena di ascoltare prima di dare un giudizio.


Gli spezzoni dei brani che si possono ascoltare dal sito riportano alle stesse atmosfere del primo Thick As A Brick e talvolta ne riprendono i refrain (esempio 1 - esempio 2).


Nel sito altre interessanti notizie.