domenica 27 gennaio 2013

Roma solita e insolita in un fine settimana di fine Gennaio



La Pigna,  il simbolo della ghiandola pineale: il terzo occhio. Peccato che ogni tanto mi dimentico di averlo

il Buon Pastore che ti fa venire voglia di stargli sempre accanto
i Cavalieri incombono sulla Città ma fra cinquanta metri, davanti allo spettacolo di piazza del Popolo rimarranno conquistati

Sicilia! Ecco come dovrebbe essere il mondo, il basso di sopra e l'alto di sotto

Come mi piace Genova con quella corona di monti e mura: è come guardare il cortile di casa propria
la scala elicoidale che ti risucchia in cielo che neanche te ne accorgi...
Questi Cavalli Marini sono i Signori dell'acqua della terra e dell'aria (coda di pesce, zoccoli di cavallo e ali di uccello);
io... scarpe da tennis un po' consumate.


Almeno oggi  la mia ombra possa provare l'ebrezza di appartenere  ad un uomo alto alto accanto a una moglie alta alta...

Deciso: mi arruolo con ferma definitiva a questo battaglione




I clochard di Roma

Stamattina, mi sono svegliato di cattivo umore e assonnato a causa di un irritante allarme antifurto che ha suonato tutta la notte.
Poco dopo mi sono sentito uno stupido, appena mi sono reso conto, con orrore, che nella stessa notte, a un centinaio di metri da dove abito, due senza-tetto sono morti in un sottopasso bruciati da un incendio.


Roma è esagerata anche in questo: piena di clochard. Appena viene buio li incroci anche nelle zone centrali, quelle affollate di turisti. D'altronde, di barboni, ricordo di averne visti tantissimi anche nelle strade della ricchissima Amburgo...

Quasi di  fronte alla mia abitazione ce n'è uno che ogni sera assembla i suoi cartoni e si sistema lì dentro. Anche ora in pieno inverno se ne sta addossato alle mura della Città che piova o tiri vento;  ha solo aggiunto un telone verde impermeabile...
Di giorno lo intravvedo spesso seduto in un angolo della strada o ai bordi di un'aiuola: la sua immancabile bicicletta accanto, un paio di scatoloni con le sue cose, un libro  o le parole crociate in mano. La sua presenza è una continuità che accompagna le stagioni. Mi piace pensare che la sua è una scelta e non una necessità della vita, ma in realtà non so niente di lui.
L'idea che potesse essere coinvolto nel rogo mi aveva messo nel panico, ma stamattina era lì, all'angolo di due strade, dove uno spicchio di sole cominciava a riscaldare una fredda giornata.
Eppure duecento metri più in là si era svolto un dramma.
Troppo facile accusare di indifferenza, troppo facile fare i moralisti, troppo facile accusare l'amministrazione, troppo facile scrollare  spalle.

Scrive il Messaggero di oggi:
Il degrado nel sottopasso. Un cunicolo buio e sporco dove solitamente trovavano rifugio i senza tetto. Il 24 gennaio dello scorso anno fu trovato morto un clochard. L’hanno trovato accanto ai graffiti del sottopasso all’incrocio di via Alessandria. Non aveva documenti addosso.

Una città sotterranea tra l’ambasciata inglese e il ministero dei Trasporti. Un labirinto di cunicoli sotto l’asfalto di Porta Pia abitato da decine di persone. Le quattro vie di fuga dei sottopassi dello snodo, che collega Corso d’Italia con via Nomentana e viale del Policlinico, sono state trasformate nuovamente in rifugi per senzatetto.Arredati con materassi, cartoni, sacchi a pelo, coperte, armadietti, stendini, fornelli da campo tra cumuli di spazzatura accatastata lungo i muri.


Ogni anno muoiono dodici clochard sulle strade di Roma. Quasi duemila sono i cosiddetti barboni, la maggior parte accetta aiuti, cibo, coperte, ma ci sono quelli che rifiutano ogni cosa.

lunedì 21 gennaio 2013

ravioli di carne alla sicbal

Sabato sera sulla pelle di una coppia di amici, ho inventato una nuova ricetta.
In casa avevamo dei ravioli di carne ma l'idea di preparare un ragù mi infastidiva come qualcosa di totalmente banale per la circostanza.
Volevo accogliere gli amici con qualcosa di personale, di semplice ma unico.

Nessuna delle proposte cercate in rete mi soddisfaceva...o troppo sciatte o troppo pesanti o troppo lunga la preparazione o troppo difficile....

Così, pur nell'iniziale perplessità di Maria Teresa, mi sono inventato un sugo per condire i ravioli di carne mettendo insieme ingredienti prelevati da diverse ricette.

Lo chiamerei... Ravioli di carne alla "sicbal"

Ingredienti:

  • 500 gr. di  Ravioli di carne 
  • 1 cespo di radicchio rosso tagliato sottilissimo
  • 3 spicchi d'aglio
  • 100 g di pancetta a cubetti
  • 1/2 bicchiere vino bianco 
  • olio evo, sale, pepe
  • un po' di prezzemolo tritato fino






La preparazione è velocissima si può iniziare poco prima che l'acqua per i ravioli vada in ebollizione.

In una padella ampia riscaldare  olio in discreta quantità e tre spicchi d'aglio;
Versare il radicchio tagliato finemente e stufarlo;
Aggiungere la pancetta e rimescolare finché non è ben cotta;
salare e impepare secondo propria sensibilità;
Aggiungere il vino bianco.

Spegnere il fuoco e aspettare la cottura dei ravioli e scolare
Riaccendere il fuoco sotto la padella e versare i ravioli rimescolando con cura
Aggiungere parte del prezzemolo tritato e rimescolare ancora.

Impiattare e aggiungere come guarnizione altro prezzemolo.
A scelta formaggio da grattugiare, noi abbiamo utilizzato il Grana Padano "terremotato".



sabato 19 gennaio 2013

SANT PAU 2013

Quest'anno nel volantino pubblicato dal comune, in occasione della festa di San Pol de Mar, c'è un bambino biondo che porta in braccio l'eremo.
Chissa perchè?

Anche quest'anno Marianna e Dario Domenica 27 Gennaio azioneranno la macchina dei sogni.
Come ho fatto l'anno scorso, se qualcuno vuole partecipare al gioco, posso inviare i vostri bigliettini e farli inserire nella infallibile macchina (il mio sogno si è realizzato!).
Ogni cassetto è pronto a raccogliere il vostro sogno e voi siete pronti a condividere quello degli altri sognatori?
Se il vostro messaggio è troppo personale e non volete renderlo pubblico, potete scrivete solo: "Questo è il sogno di  [vostro nome] "

Purtroppo sono ammessi a partecipare solo coloro che vanno da zero a centocinquanta anni. 

Imperfetti


Metto in evidenza alcuni spunti di un'intervista a Mariolina Ceriotti Migliarese autrice di due libri intitolati significativamente “La famiglia imperfetta” e “La coppia imperfetta” (edizioni Ares).

... "c’è stato una specie di capovolgimento dei termini del problema: stare insieme e starci bene non è più visto come la conseguenza e il frutto di un impegno che dura nel tempo, ma come un prerequisito senza il quale non si sta nella relazione". 
Il Matrimonio è un patto che si gioca intorno al corpo, direi che è un’amicizia sessuata. Se si svilisce il valore del corpo e del suo valore unico, se non si pensa che esso non è una merce di scambio ma il senso stesso della persona, della sua individualità, allora cade tutto. 
Se sto con l’altro solo perché mi fa stare bene allora  il matrimonio perde di significato.
I ragazzi hanno, oggi come ieri, un infinito desiderio di amore. Il “per sempre” è un desiderio naturale dei giovani: la differenza è che oggi sentono una grande sfiducia verso le situazioni definitive a causa di quello che vedono intorno a sé, cioè le molte situazioni di coppia che non reggono. Quello che è difficile far capire loro è che l’amore non è solo emozione. 
Solo se vivi una relazione vissuta senza limite di tempo acquisisci una maggiore consapevolezza di te stesso e si può scoprire te stesso in modo diverso. Qui viene in gioco l’intimità: che non significa, come si intende oggi, la dimensione sessuale ma qualcosa di profondamente mio che io affido all'altro perché so che proteggerà l’intimità di me stesso, un qualcosa di prezioso che gli affido. Insomma, possiamo affidarci l’uno all'altro perché sappiamo che ne trarremo comuni vantaggi».
Il presente del matrimonio non è tutto così negativo, penso infatti che i tempi oggi siano favorevoli perché si può far ripartire il matrimonio per quello che è.  
In passato - è vero -  non ci si separava ma spesso il matrimonio era un contenitore formale. Esisteva una reale disparità tra l’uomo e la donna e nella relazione con i figli i ruoli familiari erano molto diversi tra madre e padre. Oggi invece viviamo in una transizione verso una reale parità tra uomo e donna e vediamo sempre più papà che esprimono cura e tenerezza verso i figli. Direi, per semplificare, che una volta esisteva il matrimonio come “cornice” di contenuti spesso latitanti. Oggi abbiamo al contrario i contenuti ma manca la cornice. Le due cose dovrebbero andare insieme. Non bisogna insomma rimpiangere il passato come un tempo migliore ma costruire con fiducia a partire dalle opportunità dell’oggi.

mercoledì 16 gennaio 2013

Il dissenso e il dubbio nei gruppi

In questi giorni l'esperienza di un amico mi ha riportato in evidenza un argomento che ho trattato varie volte nel mio blog.

In qualsiasi gruppo, sia esso culturale, istituzionale, movimento religioso, parrocchiale, politico, sportivo, lavorativo, sindacale e così via, si instaurano delle dinamiche comuni che evidentemente hanno una radice che va oltre l'ideologia o gli obiettivi dichiarati dal gruppo stesso.
Naturalmente non sono un sociologo né uno psicologo, quindi mi limito a mettere in bella copia sensazioni ed esperienze personali e di persone che conosco, suffragate da qualche elemento disponibile in rete.
D'altronde quasi tutti facciamo parte e abbiamo fatto parte di uno o più gruppi e, con gli anni, si accumulano un bel po' di episodi...

Un gruppo sembra essere caratterizzato da struttura organizzativa, un'altra gerarchica e dalla condivisione di certe norme comuni.
Tutto questo modifica e influenza gli individui. L'ampiezza e la profondità di questa influenza variano di caso in caso.
In particolare le norme contribuiscono a  dare supporto ad un certo Ordine  nel gruppo, facilitano l'Avanzamento al suo interno e soprattutto al Mantenimento della coesione.
Questo spiega perché  il dissenso e il dubbio sono così mal tollerati. Non c'è da stupirsi.

Mi risultano esperimenti (ma non so citarli) di questo tipo:




Nella figura qui sopra, di che colore è il Quadrato in alto a sinistra?
Azzurro, azzurro, azzurro, azzurro, azzurro, azzurro, azzurro, azzurro...

Le risposte sbagliate dei collaboratori influenzano la risposta dei partecipanti
Solo una piccola parte dei partecipanti rispondono secondo l’evidenza oggettiva: Giallo. La filosofia è “Non credo ai miei occhi…ma il gruppo avrà ragione". “Io posso sbagliare ma è difficile che tutto il gruppo sbagli”;

Non c'è neanche da fare la classifica dei buoni e dei cattivi; io credo che, in occasioni diverse, ci siamo trovati in un fronte e in altre, su quello opposto...
In definitiva il gruppo non accetta, anzi rigetta, gli individui  che deviano rispetto alle norme stabilite dal gruppo (Levine, 1980).
Per quanto riguarda me stesso, tutto questo posso dirlo senza alcun dubbio e tema di dissenso.

 








domenica 13 gennaio 2013

Amare è pericoloso

Sull'essere vulnerabili ho scritto qualcosa in  un mio  post del 2005 prendendo spunto da una pagina di  da "La rana nel pozzo" di Carlos G. Valles.

Ci ritorno oggi con questa trascrizione di un intervento Padre  Timothy Radcliffe già Maestro Generale dei domenicani, alle «Giornate nazionali di pastorale giovanile vocazionale» della Conferenza dei religiosi spagnoli, a Madrid (8-1010/2004)


Amare è pericoloso!

Aprirsi all'amore è molto pericoloso. Uno, probabilmente, si fa male. ..Avrà bisogno della grazia per evitare il pericolo, ma non aprirsi all'amore è ancora più pericoloso, è mortale. Ascoltate C. S. Lewis: «Amare è in ogni caso essere vulnerabili. Ama qualcosa e il tuo  cuore certamente sarà diviso  e rotto. Se vuoi essere sicuro  di mantenerlo intatto, non  darlo  a nessuno, neppure ad  un  animale. Avvolgilo  attentamente in hobbies e piccoli lussi; evita ogni coinvolgimento amoroso; chiudilo al sicuro nell'urna o  nella bara del tuo  egoismo. Ma nell'urna - sicura, oscura, immobile, senza aria - cambierà. Non  si romperà; diventerà infrangibile, impenetrabile, irrimediabile. L’alternativa alla tragedia, o  almeno al rischio  della tragedia, è la condanna. L’unico luogo, a parte il cielo, dove può  essere perfettamente salvo  da tutti i pericoli e perturbazioni dell’amore è l’inferno» (The Four Loves, London 1960, p 111).

Quando riconosco in me il tentativo di essere invulnerabile, di oppormi irrigidendomi a chi esprime sensibilità diverse dalla mia, allora scatta un campanello di allarme; è tempo di fermarsi e scrutare le intenzioni senza veli

......La consapevolezza di poter essere ferito mi unisce ai miei fratelli e alle mie sorelle nel comune bisogno.

giovedì 10 gennaio 2013

Cose che non si dimenticano

... il tocco di quei capelli neri aveva già la consistenza del paradiso.

                                   10 -11 Gennaio 1981

martedì 8 gennaio 2013

Come vivere (bene) con l'abitante di un altro pianeta

Gli uomini vengono da Marte e le donne da Venere di John Gray.
Un manuale molto americano molto basato sull'analisi del comportamento psicologico dell'uomo e della donna.
Per marcare la grande differenza di genere si utilizza questa metafora basata dalla provenienza da due pianeti diversi (qualche tempo fa una persona esperta che parlava di matrimonio aveva paragonato la relazione in una coppia così facile come mettere insieme un cammello con un delfino - esprimendo lo stesso concetto).
Il libro è pieno di esempi che mostrano il diverso approccio dell'uomo e della donna e, veramente, nel leggerlo spesso ci si ritrova espressi anche senza volerlo.
Gli uomini tendono a chiudersi sempre più in se stessi; il loro obiettivo è concentrarsi sulla soluzione del problema;  le donne sono emotivamente più coinvolte; sentono il bisogno prioritario di parlare dei problemi e di essere ascoltate.

Riassumendo gli uomini vogliono sentirsi necessari, le donne sentirsi amate.

Ma la conclusione è confortante: le differenze attraggono e non necessariamente dividono, purché ci sia nel rapporto l'adeguata consapevolezza. Occorre avere chiare le dinamiche che stanno alla base della relazione uomo-donna. Bisogna imparare a vedere il mondo con gli occhi dell’altro/a.

sabato 5 gennaio 2013

Dica... trentatre

5 Gennaio 1980      -      5 Gennaio 2013

«Le fedi che stanno in vetrina
ci dicono qualcosa con strana fermezza.
Per ora sono solo oggetti di metallo prezioso
ma lo saranno soltanto fin quando
io ne metterò una al dito di Teresa
e lei metterà l'altra al mio.

Da quel momento saranno loro a segnare il nostro destino.
Ci faranno sempre rievocare il passato
come fosse una lezione da ricordare,
ci spalancheranno ogni giorno di nuovo il futuro
allacciandolo con il passato.
E insieme, in ogni momento,
serviranno a unirci invisibilmente
come gli anelli estremi di una catena.

La bottega dell’orefice di Karol Wojtyła