domenica 11 dicembre 2011

Il treno che non c'è più

Salire e scendere: da oggi i collegamenti diretti tra Sud e Nord via treno faranno pare della storia.
Addio al Treno del Sole Torino-Palermo), al Conca d’Oro (Palermo-Milano), al Freccia del Sud (Catania-Milano), al Treno dell’Etna (Siracusa-Torino).


E' un pezzo della mia storia che va in soffitto.
Era cominciata con il viaggio solitario di papà Toledo, nel 1957. Da Vittoria a Siracusa con un arrancante treno a vapore e poi, destinazione Genova, il Treno dell'Etna.
Sei mesi dopo la mamma Salvina e io lo raggiungevamo sempre a bordo dello stesso treno.
....Una storia di immigrazione uguale a quella di tanti altri....


Un viaggio che si è ripetuto almeno una volta l'anno per tanti anni.


Ne parlo qui, in questo post dal titolo il treno, e anche qui in quest'altro che ricorda la nonna perché quelle ventiquattro  interminabili ore sono scolpite nei miei ricordi. 

sabato 10 dicembre 2011

Il mio cagatiò

Approfittando nel laboratorio per bambini che Dario e Marianna hanno organizzato l'8 Dicembre all'Ermita di Sant Pau, anch'io mi sono costruito il mio CAGATIO'.

Il Babbo Natale catalano è un ceppo di legno accolto in casa l'8 Dicembre e tenuto al caldo con una copertina in attesa che la notte di Natale, caghi i suoi doni, ma solo se lo si prende  a bastonate!



I bambini sono stati decisamente più bravi di me, ma dalla mia espressione, un po' di sfida, sembra che al momento fossi piuttosto fiero della mia opera.

domenica 27 novembre 2011

quante ammaccature?


"...count your bruises one by one and laugh it off and stick around down here with us..."


Più o meno:


"conta i tuoi lividi uno per uno e ridici sopra e resta qui con noi..."

da una canzone dei Flatliners

grazie A.

sabato 26 novembre 2011

La grazia del punto zero


La gioia é un dono spirituale di Dio, ma non sempre la gioia cristiana ha sentimenti di pienezza; talvolta può assomigliare a un sentimento di serenità e pace. Altre volte, soprattutto nella sofferenza o difficoltà grande, la gioia cristiana si presenta come consolazione, oppure speranza; oppure come forza d`animo che aiuta a non entrare nel panico, ma ad affrontare bene e con coraggio le difficoltà che incontro.

Anche nelle situazioni difficili, nei momenti di sofferenza in cui sembra che la vita ci blocchi e ci impedisca di realizzare il nostro sogno, anche in quei momenti é possibile non lasciare spegnere la gioia. E’ necessario, con la fiducia in Dio, ricercare il positivo che anche in quel momento non si é perso, il filo d'oro di Dio che non si é spezzato perché Dio é sempre fedele anche qualora noi non lo fossimo.

Tratto da "La casa delle otto felicità" - Comunità di Caresto - ED. GRIBAUDI


martedì 1 novembre 2011

Autunno nelle valli di Cuneo

Non è che abbia molte parole da scrivere e anche le immagini sono pochi 'click' da dilettante; però come è piacevole la sensazione che si prova a passeggiare sotto alberi gialli e rossi che sembrano aspettare il tuo passaggio per spargere manciate di coriandoli; e che stupore da cittadino calpestare la prima neve mentre il sole pieno riappare oltre la pianura nebbiosa.






sabato 15 ottobre 2011

La gioia vista da un non credente

Da Vittorino Andreoli, ti aspetti sempre che parli di drammi e dolori e invece ecco questa mia personale sintesi di un suo intervento sulla Gioia.

Maria Teresa ed io ci stavamo preparando ad un incontro sulla "gioia cristiana" , seguendo fra l'altro un bellissimo testo "la casa delle otto felicità" della Comunità di Caresto, ed ecco che cercando materiale di supporto ci siamo imbattuti in questa testimonianza, secondo noi, molto efficace.
Se passate di qua, leggetela, ne vale la pena.


La gioia è sentimento interiore, intimo: un'esperienza di ben d'essere, di contentezza composta, di soddisfazione non gridata. Non è il piacere che si lega sempre al corpo o a una sua parte. Una sorta di sollecitazione che scatena un’acme di godimento. La gioia è semmai un piacere senza corpo, appartiene a quell'“Io” che è oltre il corpo, che non lo nega ma ne emerge, lo trascende.
La gioia non deriva mai dall'altro, dall'approvazione della gente, ma è dichiarata da se stessi, meglio da quell'“Io” ideale che ciascuno persegue, segretamente. Il piacere dato dal pubblico si chiama successo, ma è totalmente altro rispetto alla gioia. Il successo è l'approvazione data dagli altri, seguendo il loro criterio, il battimani, le luci del palcoscenico; la gioia è l'approvazione che ciascuno dà di se stesso, gli altri non c'entrano nulla. 

La gioia è un benessere che passa, momentaneo. Forse per questo lo si apprezza o lo si desidera. Poiché nasce dallo specchiarsi in noi stessi, dipende dal nostro essere e dal nostro essere nel mondo. E se questo mondo è orrendo, come mi appare sovente, la gioia risente del dolore dell'altro, risente dell'ingiustizia, dell'intolleranza. Insomma non si pensi che la gioia che nasce da una visione interiore di sé, sia una sorta di narcisismo e di egoismo: tutt'altro, è una percezione di sé dentro il mondo, influenzati da come è il mondo. La gioia è momentanea anche perché risente di un mondo di dolore. La gioia non è oblio del dolore proprio o altrui, ma è gioia dentro il dolore. 
La Gioia non è quell'esperienza che segue la fine di un dolore: questa situazione si chiama piuttosto sollievo, fine di un male, ma non è gioia. Non occorre mettere un sasso nella scarpa e poi toglierlo per provare gioia. La gioia non è una mancanza, ma un dato positivo, un provare, un sentire, un'approvazione.

 Da non credente ritengo che il Paradiso, se c'è, sia luogo di gioia per tutti, anche per i non credenti e so che i cattolici allora non saranno nemmeno sfiorati da questa specie di diritto esclusivo e saranno felici nel vedere tutti pieni di gioia.
 E ci sono tanti “nessuno” per il mondo che vivono momenti di gioia e si illuminano di gioia. “Mi illumino d'immenso” diceva Ungaretti.
Per provare gioia bisogna dunque sentire se stessi, guardarsi dentro. 


lunedì 3 ottobre 2011

Paolo - le foto

Splendide foto inviate da Antonio!
Rimando al mio profilo facebook per vedere le altre foto




E qui sotto l'inizio de
L A    B A L A S T R O C C A

D I    T U T T I    N O I




Io conosco tanti amici
chi va in moto e chi va in bici,
chi con l’auto e chi con niente
ma è contento e non si pente
chi va a piedi e chi di corsa
c’è chi spende e chi non borsa
chi va svelto e chi va lento
chi fa uno e chi fa cento


c’è chi guida con patente
chi col rosa e chi con niente
c’è chi parla e chi sta zitto
c’è chi sente e prende tutto


c’è chi è bianco e c’è chi è negro
chi sta triste e chi sta allegro
c’è chi vedo e c’è chi sento
con chi parlo e con chi tento


Per passarvi tutti in lista
ha seguito una mia pista
e per esser giusto e saggio
ho intrapreso questo viaggio.

....