mercoledì 7 novembre 2012

In una coppia c'è chi

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sa librarsi in volo come una libellula 

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... e chi deve faticosamente mantenersi a galla;
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chi fa il galletto
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.... e chi fa il pavone;
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chi guarda lontano
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...e chi guarda vicino;



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chi guarda dall'alto
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...e chi guarda dal basso.
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Ecco cosa si può imparare...
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...da un soggiorno in costiera amalfitana al "il cavaliere dei conti".















martedì 6 novembre 2012

Il matrimonio che vorremmo

Ieri sera insieme a Maria Teresa sono andato a vedere il mio primo film "romano".

Il matrimonio che vorrei.
Il trailer (clicca qui)  non rende per niente giustizia. Il film è presentato come una commedia leggera e al limite del volgare, ma non è così!

Nonostante i tempi un po' lunghi l'interpretazione di Tommy Lee Jones e Meryl Streep è strepitosa. Due grandi attori che sanno dosare gli sguardi, le pause, i gesti e calarsi nella parte con grande disinvoltura, senza cadute di stile.
La storia è quella dell'amore fra due coniugi sessantenni che la routine sta spegnendo inesorabilmente e  racconta del tentativo di salvare il matrimonio seguendo i consigli di un consulente.
Più che la trama, quello che colpisce sono i dialoghi e i silenzi fra i coniugi, la descrizione dei gesti e degli atteggiamenti quotidiani che hanno provocato la crisi. L'apatia e resistenza di lui e la testarda determinazione a riscoprire il "matrimonio che vorrei" di lei.
Non nascondo che sia io che Maria Teresa ci siamo commossi. Tra qualche giorno cominciamo in parrocchia un nuovo  corso di preparazione al matrimonio e questo film sembra racchiudere tanti dei messaggi su cui rifletteremo nel percorso.


Davvero il "matrimonio che vorremmo": che non è solo quello di una finzione cinematografica, ma quello di tante coppie che non rinunciano all'intimità di un dialogo anche dopo decenni di convivenza; che non si accontentano di far durare nel tempo "lo stare insieme",  ma che vogliono puntare alla qualità del loro rapporto; che vogliono continuare a vivere la sessualità come un'occasione speciale per dare felicità all'altro attraverso il contatto fisico e delle anime; che dopo oltre trentanni di convivenza possono guardarsi ancora negli occhi e vedersi bellissimi a dispetto del tempo e delle rughe, non perché fingono ma perché la bellezza non sparisce: cambia!
Un matrimonio che sa guardare sempre alla magia iniziale dell'innamoramento e che da lì può ripartire e ricominciare quando serve.

Consiglio spassionato per tutti: andate a vederlo.

domenica 7 ottobre 2012

Dove sei?

E' un giorno qualunque quando l'uomo si guarda attorno, alza lo sguardo al cielo, verso uno stormo di uccelli che migrano, poi guarda il branco di animali che è riuscito ad addomesticare e che gli forniscono carne e latte; è un giorno come tutti gli altri e lui continua a lavorare…

Quella notte sente nelle vicinanze il leone da cui deve difendersi col fuoco e coi bastoni che lui stesso ha costruito; ha paura per sé e per quelli che gli stanno intorno; il suo pensiero si ferma per un lunghissimo istante sulle sensazioni che sta provando.
La mattina successiva fissa lo sguardo sui fiori degli alberi dove insetti si posano e si alzano senza sosta, ricorda ed associa allo scorrere del tempo, il ripetersi sempre uguale e sempre diverso del ciclo della vita.

Così continua per anni, così continuano a fare i suoi figli  e i figli dei sui figli, finché un giorno, un altro uomo, del tutto simile al primo, è attraversato da un pensiero, anzi da una certezza: "queste creature che mi circondano sono beate, il mondo del quale faccio parte è buono.
Ma io sono diverso, non sono sempre beato, io sono inquieto".
Si guarda intorno: "gli uomini e le donne della sua tribù e quelli delle altre tribù che incontra sono inquieti".

Non gli basta più sacrificare allo sconosciuto dio che ha dato forma all'alba bianca e colore al tramonto indaco; che ha innalzato il vulcano che di tanto in tanto fa tremare la terra; non gli basta più sacrificare al dio e permette quel sonno dal quale non ci si sveglia più...

Le domande ora sono chiare: Perché la morte? Perché la fatica del lavoro? Perché il dolore del parto?  Perché gli altri animali semplicemente vivono la vita, mentre noi ci rinvoltoliamo nei suoi perché?

Ora però una nuova intuizione, tanto chiara da essere un'ispirazione, gli faceva accelerare i battiti del cuore e rabbrividire la superficie della pelle.
Pensieri sparsi si avvicinavano fra loro attirati uno verso l'altro:

"Anche l'uomo una volta stava in uno stato di grazia come lo è il resto del creato".

"Era, sì, era come.... un paradiso terrestre".

"Nel Creatore c'era la volontà di dare vita ad una creatura capace di riconoscere il bene e il male..."

"Poi qualcosa era successo, ma forse era nell'ordine delle cose..."

"Era come se un giorno, questa creatura, cresciuta all'ombra dell'evoluzione, avesse assaggiato un frutto della conoscenza e ....e poi ne avesse pagato le conseguenze".

"Gli occhi si erano aperti, l'Uomo aveva preso coscienza  della propria nudità;"

"Scacciati dal Paradiso...si ma era stata la logica conseguenza...;"

"...Ma il Creatore non ci ha abbandonato. Infatti ci ha vestiti...."

"..Dobbiamo fare la nostra strada...per incontralo faccia a faccia, di nuovo".

Dopo aver vagato per ore con la mente su questi e altri pensieri, l'Uomo aveva qualcosa dentro di sé che gli urlava come una Verità.
Ne avrebbe parlato con la compagna che divideva il fuoco con lui, con le creature che erano nate dal loro stare bene insieme corpo contro corpo, come una carne sola; ma voleva dirlo anche agli altri. Cominciò a ripetersi e a memorizzare la storia degli Inizi ed era certo che sarebbe riuscito a tramandarla per migliaia di generazioni future.

Poi una calda sera mentre la luna era ancora alta nel cielo, prese il coraggio a quattro mani e chiese di essere ascoltato:



In principio Dio creò il cielo e la terra. Ora la terra era informe e deserta e le tenebre ricoprivano l'abisso e lo spirito di Dio aleggiava sulle acque….

…Dio vide quanto aveva fatto, ed ecco, era cosa molto buona. E fu sera e fu mattina: sesto giorno…

…Tu potrai mangiare di tutti gli alberi del giardino, ma dell'albero della conoscenza del bene e del male non devi mangiare, perché, quando tu ne mangiassi, certamente moriresti»....

…Ma il Signore Dio chiamò l'uomo e gli disse: «Dove sei?». Rispose: «Ho udito il tuo passo nel giardino: ho avuto paura, perché sono nudo, e mi sono nascosto».





Foto di Gianni Crestani da Pixabay

Saprò sorprendermi

Saprò accettarmi per l'uomo che sono realmente. Un individuo che cammina, che sente, che parla, e che - nonostante i suoi difetti e le sue mancanze - sa mostrarsi coraggioso.
Saprò meravigliarmi delle azioni più semplici, come fermarmi a parlare con uno sconosciuto.
Proverò stupore per le sensazioni che mi sono ormai familiari [].
Trasecolerò per i momenti di tenerezza, come quando contemplo la mia compagna dormiente e cerco di immaginare che cosa stia sognando.
Tuttavia, se non ci sarà nessuno nel letto accanto a me, mi avvicinerò alla finestra e, dopo aver osservato il cielo, avrò la conferma che la solitudine è soltanto una menzogna, giacché l'intero Universo mi tiene compagnia.
A un certo punto, mi accorgerò di aver vissuto ogni ora della giornata come una sorpresa. Mi sarò impadronito di un nuovo Io: un essere che non è stato concepito e plasmato né dai miei genitori né dalle scuole che ho frequentato, bensì da tutte le esperienze che ho vissuto.

da "Il manoscritto ritrovato ad Accra" - Paolo Coelho 



domenica 23 settembre 2012

Minestrone alla Pau

Non c'è discussione: quale altra fine può fare un bambino nato sotto una zucca se non finire nel minestrone?


sabato 1 settembre 2012

Il volto luminoso della Chiesa

Mi piacerebbe scrivere qualcosa di speciale per testimoniare il mio amore verso il card. Martini. Tante pagine dei suoi libri mi hanno fatto trasalire perché facevano vibrare i miei sentimenti più profondi. Quell'ostinata insistenza a non voler dividere il mondo fra credenti e non credenti, quella ricerca senza prevenzione e pregiudizio intorno alla fede...

Il card. Martini è stato per me uno dei rappresentanti di quel folto plotone di testimoni che formano il volto luminoso della Chiesa, da contrapporre ai lati meno edificanti.

Purtroppo non sono capace di scrivere qualcosa di speciale, allora, molto malamente, faccio esercizio di "tagliare e cucire" qualche frase che ho trovato in giro; ma volutamente evito di aggiungere la fonte... perché il Card. Martini è veramente di Tutti e se c'è una cosa, proprio una, che mi ha dato fastidio in questi due giorni, è stata l'affemazione in TV di un giornalista (non vi dico né rete, né nome) che l'ha definito "di sinistra".

Ora il card. Martini è una posizione privilegiata perché il creato e il non-creato non hanno più misteri per lui: è accanto a noi, qui dietro l'angolo della materia e dell'energia che costituiscono l'universo che conosciamo; conosce le domande giuste per ottenere le risposte ai nostri perché...allora per favore:

Prega per noi, pensa a noi!



Citazioni non citate:

"disponibilità a «dialogare con il mondo della scienza, della tecnologia, a confrontarsi con i non credenti, con i credenti delle altre fedi. Con la fiducia che dal dialogo con gli altri ci sia sempre da imparare»."

"La “cattedra dei non credenti” era seguita da migliaia di persone, soprattutto giovani che affollavano ogni angolo del Duomo, per ascoltare il cardinale confrontarsi con chi non aveva il dono della fede ma era aperto, comunque, al dialogo e alla trascendenza."

"In lui, si ebbe la testimonianza della possibile alleanza fra fede e ragione: «La cultura tende a contrapporle, mentre la ragione è sempre cammino verso il senso della vita."

"chi ha fede deve riconquistarla; questo è il compito del cristiano e in particolare del vescovo, successore degli apostoli: mettere la sua fede al servizio degli altri, quindi metterla in gioco e insieme agli altri, insieme alle pecore smarrite, riconquistarla."

"Nelle ultime ore al suo capezzale venivano lette in continuazione le Beatitudini, come lui stesso aveva chiesto."

 "com’era stato per Giovanni Paolo II, il Papa che l’aveva voluto vescovo. «La malattia si è evoluta nel modo più naturale possibile» e «non vi è stato alcun accanimento terapeutico»,  Il cardinale è stato «sempre molto scrupoloso nell’assumere farmaci e non ha mai detto "questo non lo voglio"»; «seguiva una terapia molto complessa ma non era attaccato ad alcuna macchina». La sua posizione sull’accanimento terapeutico «era nota». Era di contrarietà. Era quella della morale cattolica. Ed è stata rispettata."

"ma anche uomo che aveva acquisito in sé il Concilio"

"Martini usava una espressione: «Il non credente che è in me», che rende bene la tensione di molti cristiani oggi: divisi tra la fede ereditata e una cultura dominante che tende a negarla.
Questa parole indicano qualcosa che ci accompagna fino all’ultimo giorno, perché la tentazione contro la fede è sempre possibile. Santa Teresa di Lisieux prossima alla morte fu tentata da un materialismo radicale. Questa espressione  dice dunque di qualcosa di molto forte e vero: non siamo mai definitivamente consolidati nella fede. Il che non significa negare la distinzione fra il credere e il non credere. La differenza invece è profonda: con Dio o senza Dio, infatti, cambia tutto."

"La profonda convinzione della assolutezza del cristianesimo. Se Gesù fosse un maestro come ce ne sono tanti altri, perché uno si dovrebbe dire cristiano? Martini, questa sua fede così profonda, rigorosa, ancorché percorsa da timori e tremori, ha saputo viverla, non solo testimoniarla, fino a produrre dialogo, confronto, comprensione, misericordia. È una fede, la sua, che si è fatta prossimo. Tutt’altro che: vogliamoci bene, abbracciamoci insieme perché siamo tutti uguali."


domenica 26 agosto 2012

Odore intenso di sidro

Stamattina, dopo il "non nubifragio" che ha colpito la Liguria,siamo tornati in campagna decisi a mangiarci un piatto di ravioli nel prato di casa. Ci ha accolto uno strano odore di mosto; dopo breve ma acuta indagine abbiamo individuato i motivi: né cantina né distilleria segreta. Il forte vento della notte aveva fatto strage di mele gia mature, che in poche ore, al contatto della terra stavano gia' fermentando. Questa foto la chiamerei "natura mosta".

giovedì 23 agosto 2012

gerolamo la mosca: L'arrivo delle bisnonne

gerolamo la mosca: L'arrivo delle bisnonne: Non è vero ma ci credo. Io lo so ciò che accade non è per caso e come diceva Matisse ci sono fiori da ovunque per chi vuol vederli. E' un po...

domenica 19 agosto 2012

Mangiare insieme

"Andiamo a mangiare qualcosa insieme?"
E' proprio la tipica formula con cui si invitano parenti e amici.
In realtà non si mangia proprio... insieme.
 Pescando nei ricordi della mia infanzia siciliana, ieri sera, a Sant Pol de Mar abbiamo veramente e letteralmente mangiato insieme!
Spettatore un po' perplesso, Pau.


Voilà, gli spaghetti sono pronti

Per Pau, che ha già ciucciato il suo latte, l'unico interesse potrebbe essere una nuotata negli spaghetti 

Quantità: 7 etti per 5 persone

Forchette da sinistra a destra: MariaTeresa, Antonio, Dario, Marianna,  Enzo

Ops... Non preoccupatevi con il pane abbiamo anche fatto scarpetta.

E' tempo di 
REPLAY
Dario ha mangiato con handicap in spalla.
Antonio "tira su" la sua porzione a lui andrà la vittoria come il più ingordo

Da notare lo stile classico ed efficace dell'avvolgimento dello spaghetto


Dopo il passaggio di Pau alla mamma: scena strappalacrime con premio bontà per Dario