lunedì 3 dicembre 2012

Prove da Nonni

Prima sorpresa: arriviamo a Barcellona e all'uscita dell'aeroporto  sono ad aspettarci figlia, genero, Duc e ...Pau!
"Ciao Pau, siamo i nonni, non siamo solo un'immagine che appare sullo schermo del computer, non siamo virtuali, siamo qui..."
Naturalmente Pau che ha appena cinque mesi non può rispondere. Ci guarda con due occhi enormi e chiarissimi, sorride e poi intimidito tuffa ripetutamente la testa contro il corpo rassicurante della sua mamma.
Ma intanto è l'inizio che dà il via alle successive 42 - quarantadue -ore di ...prove da Nonni.

Le prove includono un paio di passeggiatine mattutine, giochi a livello terra e a livello divano, versi gutturali e facce da deficienti che possano provocare  le risate del nipotino;  tenerissimi momenti nel lettone al nostro risveglio (commozione); pappe e cambi pannolini (solo la nonna); foto e riprese video con tutte le tecnologie possibili (solo il nonno).
Lo so, storie di quotidiana normalità ma in questo caso amplificate dalla lontananza che rende ogni gesto unico, nuovo e prezioso.

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mercoledì 28 novembre 2012

matrimonio in Italia: di meno e più tardi

Molti quotidiani on-line di oggi riportano la notizia che, secondo le statistiche aggiornate dell'ISTAT, in Italia ci si sposa di meno e più tardi.

Certo ce ne rendevamo conto tutti "a naso", ma il conforto dei numeri evidenzia in modo impietoso questa tendenza.
Chi, come me e Mariateresa, si occupa di preparazione al matrimonio lo scopre anno dopo anno: le nuove coppie che desiderano sposarsi in chiesa sono poche e cresce la loro età media; ma in realtà basta guardare i propri figli, i loro amici e amiche, i figli e le figlie degli amici...

L’età media del primo matrimonio negli uomini è ora di 34 anni e quella delle donne di 31 anni (circa 7 anni di differenza rispetto ai dati del 1975). 
Sono inoltre diminuiti di 39 mila in 4 anni i matrimoni religiosi. 

A provocare il rinvio delle" prime" nozze (così c'è scritto, perché poi ci sono anche le statistiche dei successivi matrimoni) sono diversi fattori: 

Da una parte ci si orienta sempre più verso le unioni di fatt,o anche in presenza di figli o comunque si allungano le convivenze pre-matrimoniali.

Dall'altra è soprattutto la prolungata permanenza dei giovani nella famiglia di origine ad accentuare la tendenza; qui intervengono svariate motivazioni ognuna con differente impatto:
- l’allungamento dei tempi necessari al completamento della formazione scolastica, 
- le difficoltà sempre crescenti nel trovare  lavoro,
- la condizione di precariato del lavoro stesso, 
- la difficoltà di acquistare un’abitazione. 

In realtà sono decenni che queste cause vengono elencate, comunque, ad oggi, possiamo senz'altro aggiungere all'interminabile lista dei guasti provocati dalla crisi economica, anche  un aumento del senso di incertezza e insicurezza nei giovani.

Per aggiungere il carico finale, ci metterei pure - nessuno si offenda - che altre statistiche confrontando il comportamento dei giovani nel resto dell'Europa, affibbiano ai nostri figli l'etichetta di "mammoni". 
E in effetti, sembrano pensare in molti,  perché esporsi a rischi di scelte importanti quando tutto sommato un tetto è garantito e un rapporto affettivo con un partner comunque fruibile?

Mi rendo conto che per molte persone questi numeri non segnalano nessun fenomeno "negativo" ma solo un marcato cambiamento sociologico e comportamentale rispetto al passato.
Secondo me, al di là delle considerazioni religiose e morali, il matrimonio è una fonte inesauribile di energia per la coppia e di sostegno alla comunità sociale.
Certo, non un qualsiasi matrimonio: non fanno testo quelle coppie che si accontentano di "durare tanto" senza badare alla qualità del loro rapporto.
Che serve poter dichiarare venti, trenta quaranta anni di matrimonio se dietro c'è una vita fatta di tran-tran, senza impulsi vitali, senza una continua ricerca del bene reciproco, senza la volontà di superare i propri limiti e quello del coniuge, senza l'ebrezza di affrontare insieme le sfide della vita...?

...quindi in un certo senso il matrimonio non è qualcosa da "ripristinare" in una versione del passato più o meno recente ma una sfida da raccogliere per il futuro.

Che dire? Qualche settimana fa i vescovi italiani hanno pubblicato delle nuove linee guida per la preparazione dei giovani al matrimonio. Nelle conclusioni si scrive: " Riveste grande importanza la testimonianza di sposi e di  famiglie che vivono nella verità la loro vocazione". 

"Su questa strada voi assicurate un  servizio non solo religioso o ecclesiale, ma  anche sociale, contribuendo a costruire la città dell’uomo"

venerdì 23 novembre 2012

Chi è, di dove viene?

L'origine di Gesù è insieme nota ed ignota [...] Gesù interrogherà i suoi discepoli dicendo: "la gente chi dice che io sia? [...] voi, chi dite che io sia?"
Chi è Gesù, di dove viene? Le due domande vanno inscindibilmente insieme.


Lo scopo dei quattro Vangeli è quello di rispondere a queste domande. Sono stati scritti proprio per darvi una risposta.


da L'infanzia di Gesù di Joseph Ratzinger

mercoledì 7 novembre 2012

In una coppia c'è chi

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sa librarsi in volo come una libellula 

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... e chi deve faticosamente mantenersi a galla;
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chi fa il galletto
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.... e chi fa il pavone;
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chi guarda lontano
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...e chi guarda vicino;



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chi guarda dall'alto
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...e chi guarda dal basso.
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Ecco cosa si può imparare...
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...da un soggiorno in costiera amalfitana al "il cavaliere dei conti".















martedì 6 novembre 2012

Il matrimonio che vorremmo

Ieri sera insieme a Maria Teresa sono andato a vedere il mio primo film "romano".

Il matrimonio che vorrei.
Il trailer (clicca qui)  non rende per niente giustizia. Il film è presentato come una commedia leggera e al limite del volgare, ma non è così!

Nonostante i tempi un po' lunghi l'interpretazione di Tommy Lee Jones e Meryl Streep è strepitosa. Due grandi attori che sanno dosare gli sguardi, le pause, i gesti e calarsi nella parte con grande disinvoltura, senza cadute di stile.
La storia è quella dell'amore fra due coniugi sessantenni che la routine sta spegnendo inesorabilmente e  racconta del tentativo di salvare il matrimonio seguendo i consigli di un consulente.
Più che la trama, quello che colpisce sono i dialoghi e i silenzi fra i coniugi, la descrizione dei gesti e degli atteggiamenti quotidiani che hanno provocato la crisi. L'apatia e resistenza di lui e la testarda determinazione a riscoprire il "matrimonio che vorrei" di lei.
Non nascondo che sia io che Maria Teresa ci siamo commossi. Tra qualche giorno cominciamo in parrocchia un nuovo  corso di preparazione al matrimonio e questo film sembra racchiudere tanti dei messaggi su cui rifletteremo nel percorso.


Davvero il "matrimonio che vorremmo": che non è solo quello di una finzione cinematografica, ma quello di tante coppie che non rinunciano all'intimità di un dialogo anche dopo decenni di convivenza; che non si accontentano di far durare nel tempo "lo stare insieme",  ma che vogliono puntare alla qualità del loro rapporto; che vogliono continuare a vivere la sessualità come un'occasione speciale per dare felicità all'altro attraverso il contatto fisico e delle anime; che dopo oltre trentanni di convivenza possono guardarsi ancora negli occhi e vedersi bellissimi a dispetto del tempo e delle rughe, non perché fingono ma perché la bellezza non sparisce: cambia!
Un matrimonio che sa guardare sempre alla magia iniziale dell'innamoramento e che da lì può ripartire e ricominciare quando serve.

Consiglio spassionato per tutti: andate a vederlo.

domenica 7 ottobre 2012

Dove sei?

E' un giorno qualunque quando l'uomo si guarda attorno, alza lo sguardo al cielo, verso uno stormo di uccelli che migrano, poi guarda il branco di animali che è riuscito ad addomesticare e che gli forniscono carne e latte; è un giorno come tutti gli altri e lui continua a lavorare…

Quella notte sente nelle vicinanze il leone da cui deve difendersi col fuoco e coi bastoni che lui stesso ha costruito; ha paura per sé e per quelli che gli stanno intorno; il suo pensiero si ferma per un lunghissimo istante sulle sensazioni che sta provando.
La mattina successiva fissa lo sguardo sui fiori degli alberi dove insetti si posano e si alzano senza sosta, ricorda ed associa allo scorrere del tempo, il ripetersi sempre uguale e sempre diverso del ciclo della vita.

Così continua per anni, così continuano a fare i suoi figli  e i figli dei sui figli, finché un giorno, un altro uomo, del tutto simile al primo, è attraversato da un pensiero, anzi da una certezza: "queste creature che mi circondano sono beate, il mondo del quale faccio parte è buono.
Ma io sono diverso, non sono sempre beato, io sono inquieto".
Si guarda intorno: "gli uomini e le donne della sua tribù e quelli delle altre tribù che incontra sono inquieti".

Non gli basta più sacrificare allo sconosciuto dio che ha dato forma all'alba bianca e colore al tramonto indaco; che ha innalzato il vulcano che di tanto in tanto fa tremare la terra; non gli basta più sacrificare al dio e permette quel sonno dal quale non ci si sveglia più...

Le domande ora sono chiare: Perché la morte? Perché la fatica del lavoro? Perché il dolore del parto?  Perché gli altri animali semplicemente vivono la vita, mentre noi ci rinvoltoliamo nei suoi perché?

Ora però una nuova intuizione, tanto chiara da essere un'ispirazione, gli faceva accelerare i battiti del cuore e rabbrividire la superficie della pelle.
Pensieri sparsi si avvicinavano fra loro attirati uno verso l'altro:

"Anche l'uomo una volta stava in uno stato di grazia come lo è il resto del creato".

"Era, sì, era come.... un paradiso terrestre".

"Nel Creatore c'era la volontà di dare vita ad una creatura capace di riconoscere il bene e il male..."

"Poi qualcosa era successo, ma forse era nell'ordine delle cose..."

"Era come se un giorno, questa creatura, cresciuta all'ombra dell'evoluzione, avesse assaggiato un frutto della conoscenza e ....e poi ne avesse pagato le conseguenze".

"Gli occhi si erano aperti, l'Uomo aveva preso coscienza  della propria nudità;"

"Scacciati dal Paradiso...si ma era stata la logica conseguenza...;"

"...Ma il Creatore non ci ha abbandonato. Infatti ci ha vestiti...."

"..Dobbiamo fare la nostra strada...per incontralo faccia a faccia, di nuovo".

Dopo aver vagato per ore con la mente su questi e altri pensieri, l'Uomo aveva qualcosa dentro di sé che gli urlava come una Verità.
Ne avrebbe parlato con la compagna che divideva il fuoco con lui, con le creature che erano nate dal loro stare bene insieme corpo contro corpo, come una carne sola; ma voleva dirlo anche agli altri. Cominciò a ripetersi e a memorizzare la storia degli Inizi ed era certo che sarebbe riuscito a tramandarla per migliaia di generazioni future.

Poi una calda sera mentre la luna era ancora alta nel cielo, prese il coraggio a quattro mani e chiese di essere ascoltato:



In principio Dio creò il cielo e la terra. Ora la terra era informe e deserta e le tenebre ricoprivano l'abisso e lo spirito di Dio aleggiava sulle acque….

…Dio vide quanto aveva fatto, ed ecco, era cosa molto buona. E fu sera e fu mattina: sesto giorno…

…Tu potrai mangiare di tutti gli alberi del giardino, ma dell'albero della conoscenza del bene e del male non devi mangiare, perché, quando tu ne mangiassi, certamente moriresti»....

…Ma il Signore Dio chiamò l'uomo e gli disse: «Dove sei?». Rispose: «Ho udito il tuo passo nel giardino: ho avuto paura, perché sono nudo, e mi sono nascosto».





Foto di Gianni Crestani da Pixabay

Saprò sorprendermi

Saprò accettarmi per l'uomo che sono realmente. Un individuo che cammina, che sente, che parla, e che - nonostante i suoi difetti e le sue mancanze - sa mostrarsi coraggioso.
Saprò meravigliarmi delle azioni più semplici, come fermarmi a parlare con uno sconosciuto.
Proverò stupore per le sensazioni che mi sono ormai familiari [].
Trasecolerò per i momenti di tenerezza, come quando contemplo la mia compagna dormiente e cerco di immaginare che cosa stia sognando.
Tuttavia, se non ci sarà nessuno nel letto accanto a me, mi avvicinerò alla finestra e, dopo aver osservato il cielo, avrò la conferma che la solitudine è soltanto una menzogna, giacché l'intero Universo mi tiene compagnia.
A un certo punto, mi accorgerò di aver vissuto ogni ora della giornata come una sorpresa. Mi sarò impadronito di un nuovo Io: un essere che non è stato concepito e plasmato né dai miei genitori né dalle scuole che ho frequentato, bensì da tutte le esperienze che ho vissuto.

da "Il manoscritto ritrovato ad Accra" - Paolo Coelho 



domenica 23 settembre 2012

Minestrone alla Pau

Non c'è discussione: quale altra fine può fare un bambino nato sotto una zucca se non finire nel minestrone?


sabato 1 settembre 2012

Il volto luminoso della Chiesa

Mi piacerebbe scrivere qualcosa di speciale per testimoniare il mio amore verso il card. Martini. Tante pagine dei suoi libri mi hanno fatto trasalire perché facevano vibrare i miei sentimenti più profondi. Quell'ostinata insistenza a non voler dividere il mondo fra credenti e non credenti, quella ricerca senza prevenzione e pregiudizio intorno alla fede...

Il card. Martini è stato per me uno dei rappresentanti di quel folto plotone di testimoni che formano il volto luminoso della Chiesa, da contrapporre ai lati meno edificanti.

Purtroppo non sono capace di scrivere qualcosa di speciale, allora, molto malamente, faccio esercizio di "tagliare e cucire" qualche frase che ho trovato in giro; ma volutamente evito di aggiungere la fonte... perché il Card. Martini è veramente di Tutti e se c'è una cosa, proprio una, che mi ha dato fastidio in questi due giorni, è stata l'affemazione in TV di un giornalista (non vi dico né rete, né nome) che l'ha definito "di sinistra".

Ora il card. Martini è una posizione privilegiata perché il creato e il non-creato non hanno più misteri per lui: è accanto a noi, qui dietro l'angolo della materia e dell'energia che costituiscono l'universo che conosciamo; conosce le domande giuste per ottenere le risposte ai nostri perché...allora per favore:

Prega per noi, pensa a noi!



Citazioni non citate:

"disponibilità a «dialogare con il mondo della scienza, della tecnologia, a confrontarsi con i non credenti, con i credenti delle altre fedi. Con la fiducia che dal dialogo con gli altri ci sia sempre da imparare»."

"La “cattedra dei non credenti” era seguita da migliaia di persone, soprattutto giovani che affollavano ogni angolo del Duomo, per ascoltare il cardinale confrontarsi con chi non aveva il dono della fede ma era aperto, comunque, al dialogo e alla trascendenza."

"In lui, si ebbe la testimonianza della possibile alleanza fra fede e ragione: «La cultura tende a contrapporle, mentre la ragione è sempre cammino verso il senso della vita."

"chi ha fede deve riconquistarla; questo è il compito del cristiano e in particolare del vescovo, successore degli apostoli: mettere la sua fede al servizio degli altri, quindi metterla in gioco e insieme agli altri, insieme alle pecore smarrite, riconquistarla."

"Nelle ultime ore al suo capezzale venivano lette in continuazione le Beatitudini, come lui stesso aveva chiesto."

 "com’era stato per Giovanni Paolo II, il Papa che l’aveva voluto vescovo. «La malattia si è evoluta nel modo più naturale possibile» e «non vi è stato alcun accanimento terapeutico»,  Il cardinale è stato «sempre molto scrupoloso nell’assumere farmaci e non ha mai detto "questo non lo voglio"»; «seguiva una terapia molto complessa ma non era attaccato ad alcuna macchina». La sua posizione sull’accanimento terapeutico «era nota». Era di contrarietà. Era quella della morale cattolica. Ed è stata rispettata."

"ma anche uomo che aveva acquisito in sé il Concilio"

"Martini usava una espressione: «Il non credente che è in me», che rende bene la tensione di molti cristiani oggi: divisi tra la fede ereditata e una cultura dominante che tende a negarla.
Questa parole indicano qualcosa che ci accompagna fino all’ultimo giorno, perché la tentazione contro la fede è sempre possibile. Santa Teresa di Lisieux prossima alla morte fu tentata da un materialismo radicale. Questa espressione  dice dunque di qualcosa di molto forte e vero: non siamo mai definitivamente consolidati nella fede. Il che non significa negare la distinzione fra il credere e il non credere. La differenza invece è profonda: con Dio o senza Dio, infatti, cambia tutto."

"La profonda convinzione della assolutezza del cristianesimo. Se Gesù fosse un maestro come ce ne sono tanti altri, perché uno si dovrebbe dire cristiano? Martini, questa sua fede così profonda, rigorosa, ancorché percorsa da timori e tremori, ha saputo viverla, non solo testimoniarla, fino a produrre dialogo, confronto, comprensione, misericordia. È una fede, la sua, che si è fatta prossimo. Tutt’altro che: vogliamoci bene, abbracciamoci insieme perché siamo tutti uguali."