venerdì 7 luglio 2017

O' Cebreiro

Il testo di questa preghiera è stato ritrovato affisso
nella chiesetta romanica di S. Maria La Real che si trova a O Cebreiro
sul Cammino di Santiago di Compostela..
Il testo della preghiera è stato raccolto da Peter e Florence van der Heijde
e tradotto da Giacomo Tessaro.


Preghiera del pellegrino


Quand'anche avessi percorso tutti i sentieri,
superato montagne e valli da est a ovest,
se non ho scoperto la libertà di essere me stesso,
allora non sono ancora arrivato.
Quand'anche avessi condiviso tutti i miei beni
con persone di altre lingue e culture;
quand'anche avessi per amici dei pellegrini dell’altra parte del mondo
e dormito negli stessi alloggi dei santi e dei principi,
se, domani, non sono capace di perdonare al mio vicino,
allora non sono ancora arrivato.
Quand'anche avessi portato il mio sacco dal primo all’ultimo giorno e sostenuto i pellegrini a corto di forze,
o ceduto il mio letto a qualcuno arrivato dopo di me,
donato la mia borraccia senza alcuna contropartita,
se, di ritorno a casa e al lavoro non sono capace di seminare attorno a me la fratellanza, la felicità, l’unità e la pace,
allora non sono ancora arrivato.
Quand'anche avessi ogni giorno mangiato e bevuto a sazietà,
a disposizione tutte le sere un tetto e una doccia,
ricevuto delle cure per le mie ferite,
se non ho visto in tutto questo l’amore di Dio,
allora non sono ancora arrivato.
Quand'anche avessi visitato tutti i monumenti
e ammirato i più bei tramonti,
imparato a dire buongiorno in tutte le lingue,
gustato l’acqua di tutte le fontane,
se non ho indovinato chi è Colui che, senza nulla attendere in cambio, mi offre tanta bellezza e tanta pace,
allora non sono ancora arrivato.
Se adesso smetto di camminare sulla tua strada,
di proseguire la mia ricerca e di vivere in coerenza con ciò che ho imparato; se, d’ora in avanti, non vedo in ogni persona, amico o nemico, un compagno di strada;
se, ancora oggi, il Dio di Gesù di Nazareth
non è per me il solo Dio della mia vita,
allora non sono ancora arrivato.
[preghiera di Fratello Dino]

venerdì 30 giugno 2017

Padre Nostro che stai nei cammini

Padre nostro
che stai sui cammini venga a noi il tuo respiro  e veglia per noi pellegrini; 
sia fatta la tua volontà così nel caldo come nel freddo. 
La nostra strada di ogni giorno illuminala oggi. 
Soccorri le nostre debolezze, così come noi soccorriamo quelli che cedono. 
Non lasciarci cadere nel dolore e liberaci da ogni male. 
Amen


lunedì 5 giugno 2017

Tempo di cammino



La data si avvicina e ogni giorno cresce l'attesa per il Cammino che mi attende, che ci attende.
Alla fine siamo in due: Massimo ed io.

I voli sono prenotati, il percorso da Astorga a Santiago di Compostela pianificato e rivisitato meticolosamente.
Il contenuto dello zaino studiato attentamente per ridurre volume e peso.
Gli allenamenti sulla distanza media da percorrere quotidianamente sono in pieno svolgimento.

Ma quando mi è nata quest'idea del Cammino? Perché ho deciso tenacemente di affrontare questa fatica? Sembra che io abbia desiderato farlo da sempre ma non è così.







Per quanto oggi possa ricordare è un'idea che mi è nata  circa otto anni fa, quando ho preso coscienza che il "cammino" per completare il percorso lavorativo e maturare la pensione sarebbe stato un "cammino" faticoso e incerto.

Così è stato. 
Mi sembra però che ci sia di più...

In fondo penso che sia come mettere in scena la mia vita e la tenacia con cui sono riuscito ad affrontarla finora: riconosco il succedersi di tanti dolori, di tante fatiche, ognuna delle quali sembrava insormontabile, di tante gioie che mi hanno illuminato nel succedersi degli anni e degli eventi.
Tenacia. Mi sembra che questa sia la parola chiave di questo viaggio. Tenacia e perseveranza.

Così è stato. 
Mi sembra però che ci sia di più...


Ora che ho una maggiore libertà nel gestire il mio tempo avverto chiaramente che c'è stato un punto di arrivo che segna un successivo punto di partenza. 
Questo tratto del Cammino vuole significare questo. Punto e a capo con nuovi orizzonti perché la vita riserverà altre sorprese.

Così è. 
Mi sembra però che ci sia di più...

San Giacomo non rappresenta un luogo particolare. Fra il resto la sua presenza in quelle zone sembra piuttosto leggendaria e la vicenda dei pellegrini  che viaggiavano verso la fine del mondo e dei cavalieri che proteggevano il loro cammino, non mi appassiona più di tanto.

Tanto meno l'idea è quella di affrontare un'impresa sportiva straordinaria: non c'è il fisico.

Così non è. 
Mi sembra però che ci sia di più...

Allora come ho già sentito dire la meta è il cammino stesso.
Il cammino è la scena del "come si cambia" cioè di quel percorso interiore che è la mia vita. 

Sì, comincio a mettere a fuoco quello che sto per fare.
Tante tappe per una meta che è "diventare quello che sono" nonostante "quello che sono".

Vorrei essere un'aquila ma sono un pulcino diceva Teresa di Lisieux.

Così sarà.

Ma non ci sono solo io. Partire è portare con sé il proprio bene. Ho con me una pietra raccolta nella spiaggia di Boccadasse che ha questo compito: portare nel Cammino le persone che amo e ciò che di più profondo essi desiderano nella vita.

C'è posto... per chi vuole venire con me; il peso in grammi della pietra non cambia perché questa roba  sta tutto oltre il tempo e lo spazio.

Così saremo.







domenica 21 maggio 2017

Con chi tieni?



"Papà con che squadra tienti tu?"
" Con la Juventus" risponde mio papà.
"Allora anch'io".
Quell'anno la Juventus arrivò dodicesima in campionato anno 1961-62.




sabato 4 marzo 2017

Quattro Stagioni?

Sotto un diluvio abbiamo raccolto poche cose alle quali non si poteva rinunciare per utilità o per affetto e abbiamo lasciato alle spalle oggetti, libri, mobili vecchi, forse anche malandati, ma traboccanti di ricordi.
Quello che è stato vissuto rimane, tutto il resto è perso.

A testa bassa, che se alzavi gli occhi ti prendeva il magone e poi quello chi lo ferma più.


Quattro Stagioni? No, Sono trentacinque per quattro: centoquaranta stagioni!

Giusto il tempo necessario per crescerci tre figli, 
scambiare chiacchiere e risate con un numero imprecisato di amici, 
godere della vista del prato e degli alberi in fiore, 
raccogliere fichi, ciliege, mele e susine,
ascoltare i rumori e i suoni della campagna, 
stupirsi dei silenzi, 
gettare uno sguardo alle stelle e alla Madonna che fa la Guardia, 
festeggiare compleanni, 
mangiare all'aperto, 
salire e scendere ripide scale,
partecipare alle processioni di San Bernardo, 
piantare e veder crescere un albero di Natale da uno a cinque metri,
consolare dolori e condividere cose dell'anima.

Si è avvicinato ed è arrivato oggi il tempo del distacco.









Non è una novità.

Per ogni cosa c'è il suo momento, il suo tempo per ogni faccenda sotto il cielo.
C'è un tempo per nascere e un tempo per morire,
un tempo per piantare e un tempo per sradicare le piante.
Un tempo per piangere e un tempo per ridere,
un tempo per gemere e un tempo per ballare.
Un tempo per gettare sassi e un tempo per raccoglierli,
un tempo per abbracciare e un tempo per astenersi dagli abbracci.
Un tempo per cercare e un tempo per perdere,
un tempo per serbare e un tempo per buttar via.
Un tempo per stracciare e un tempo per cucire,
un tempo per tacere e un tempo per parlare.

(dall'Ecclesiaste)


domenica 12 febbraio 2017

Un numero speciale

Ehi non tutti possono vantare come me un intero numero di FC tutto dedicato  a se stessi.
  

Effetto di una festa speciale per salutare un nuovo capitolo di vita.


sabato 17 dicembre 2016

Questo è il nostro Dio


A volte qualcuno mi chiede: “Ma Lei, padre, parla sempre dei poveri e della misericordia”. 
Sì – dico – ma non è una malattia. 
E’ semplicemente il modo con cui Dio si è rivelato. 
Infatti il Natale ormai alle porte ci ricorda il modo con cui Dio è entrato nel mondo: nasce da Maria Vergine come tutti i bambini, viene avvolto in fasce, preso in braccio, allattato. 
Non solo: lui, la sua mamma e Giuseppe hanno dovuto fare i conti con il fatto che per loro non c’era posto nell’albergo.
E ancora: la buona notizia, l’annuncio della nascita non viene consegnato a re e a principi, ma a pastori, uomini poco o male considerati, peccatori incalliti potremmo dire. 
Questo è il nostro Dio: non il totalmente altro ma l’assolutamente prossimo. Per questo diventare artigiani della carità e costruttori di misericordia è come investire non in borsa, ma in paradiso, nella vita beata del cielo, nell’amore del Padre.
     
         (Papa Francesco, il giorno del suo compleanno )

domenica 4 dicembre 2016

Quando girarsi dall'altra parte è meglio

Finalmente una bella giornata per andare a trovare gli amici di S.Ilario prima di Natale. 

Passiamo davanti al seggio dove oggi, giorno del referendum costituzionale, voterà il sig. Beppe Grillo.
Giornalisti e fotografi sono piazzati davanti all'ingresso con cavalletti e obiettivi già puntati e, veramente senza offesa, mi fanno un po' pena. 
Sono lì ad aspettare, non so da quando, non so per quanto, solo per un inutile quanto banale rituale che si ripete in ogni seggio dove è iscritto un personaggio importante.







Il fatto è che pochi passi dietro loro, c'è una terrazza che si affaccia sul Golfo del Paradiso.
Il sole tra tramontando sul mar Ligure creando sfumature di colori rosati in uno scenario di quotidiana bellezza.

Giuro che è solo per eccesso di timidezza che non sono andato da loro a dirgli:
"Ehi girate i vostri obiettivi dalla parte opposta, lo spettacolo è dietro di voi!"