martedì 26 luglio 2005

LA TORRE ALTA E BUIA

Un uomo si trovò davanti ad un’alta torre, vi entrò e fu immerso nella più completa oscurità. Mentre procedeva a tastoni, scoprì una scala a chiocciola. Curioso di sapere dove conduceva, cominciò a salire e ad ogni passo che faceva provava un senso di disagio sempre più grande. Allora si volse indietro e vide con orrore che ogni volta che saliva un gradino, quello precedente si staccava e scompariva. Davanti a lui la scala continuava a salire e non si capiva dove andasse a finire; alle sue spalle si spalancava un’enorme voragine nera.

Questo racconto mi ricorda una mia canzone, comincia così:

Vorrei essere un’Aquila che vola alta nel cielo.
Guardo le distese verdi e la terra viva
Come macchie al sole appaiono sempre più lontane,
si perdono i confini,
sempre più lontano.
Mentre il cielo è già vicino e forse,
se spiego ancora l’ali,
forse, posso raggiungere il cielo,
il Cielo.


…e mi ricorda quello sfrenato desiderio di salire sempre, di non fermarsi mai a costo di rimanere sulle ginocchia…

Il passato è percepito come una voragine quando se ne ha paura.
Qui si ha l’illusione di salire, invece si scappa da se stessi.
E’ importante non perdere mai il contatto con il proprio passato, cioè con gli scalini precedenti.
Chi ti porta, anche sventolando grandi Ideali, a tagliare, a rinnegare, a dimenticare ciò che eri, sta facendo il tuo male: diffida!
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