lunedì 24 maggio 2010

Crociera nel Mar Baltico - primo giorno

Compatibilmente con gli impegni di lavoro dei prossimi giorni, vorrei scrivere il diario di viaggio della crociera terminata ieri sera.

La partenza dall'areoporto di Milano Malpensa impone la sveglia alle ore 1.55.
In verità questa partenza è una sfacchinata. Genova - Milano in auto; Milano-Francoforte; sosta in aereoporto; Francoforte - Amburgo e infine in autobus fino a Kiel! Come contorno registrazioni, code, bagagli, parcheggi.
Finalmente si arriva a bordo e ci si installa in una confortevole cabina.
Anzi ancora un problema da risolvere: i tavoli assegnati per la cena non sono come da richiesta in prenotazione; bisogna contattare il maitre e insistere per poter stare tutte dieci persone del gruppo insieme.
C'è vento ma c'è il sole, previsioni meteo smentite, per ora.
Sinceramente la nave è imponente e il servizio sembra buono ma l'insieme lascia una idea di grossolanità; è un'Orchestra che canta sopra le righe, arredamento pacchiano ed esagerato, tutto troppo brillante e troppo vistoso.

mercoledì 12 maggio 2010

Avvicinamento alla crociera

Meno tre.
Sono i giorni che mancano alla partenza per la crociera fra le capitali del mar Baltico.
Avvicinamento difficile per diversi motivi: impegni di lavoro a dir poco pressanti, notizie di aerei che esplodono in atterraggio, nubi di polvere eruttive che minacciano di mandare tutto "in fumo", crisi economiche e strette finanziarie che coinvolgono paesi vicini.
Eppure l'aspettativa è grande: questa vacanza è stata pensata da almeno 5 anni per festeggiare i trent'anni di matrimonio.
Non è tanto per la crociera in se stessa; anzi la vita a bordo è organizzata come un maxi villaggio turistico e questo mi infastidisce notevolmente. Nella precedente crociera (più di 15 anni fa) dopo la prima serata andavamo a leggere il programma. Se annunciava una super spaghettata a poppa nave , noi eravamo a guardare le stelle sopra il mar Mediterraneo a prua (se non scandalizzo qualcuno aggiungo anche a pregare in coppia). Se eravamo invitati per una serata di giochi di gruppo cercavamo un posto tranquillo dove leggere dei libri.
L'attrattiva è la visita alle capitali.
Già nel 1992 ero stato pochi giorni a Helsinky e Stoccolma e viaggiato in traghetto fra le due capitali, per motivi di lavoro. Ero rimasto incantato e da allora progetto di portaci Mariateresa.
Il fatto è che organizzare un tour di questo tipo con aerei, alberghi, ristoranti e così via è non solo complicatissimo ma anche molto costoso!
La crociera ha il vantaggio che di notte la nave ti scarrozza per il mare e di giorno sei pronto a visitare un nuovo posto.

Allora ecco il tragitto: Kiel -vicino ad Amburgo- (dove ho già sentito parlare di questa città?); Stoccolma, Tallin, San Pietroburgo; Copenaghen.
Sono carico e sono pronto. A quale santo protettore dal vento mi devo rivolgere perchè la nube del vulcano rimanga in rotte atlantiche?

domenica 2 maggio 2010

Temperamatita a manovella


In questi giorni molti amici hanno apprezzato il mio storico temperamatite a manovella della Boston Champion.

Non ho un'idea precisa del suo anno di costruzione, ma potrebbe essere veramente antico, ne ho visto uno, praticamente identico, su un sito, venduto per 200 euro con l'indicazione che è dei primi del 900!

Funziona benissimo... purchè lo si sappia usare; produce una punta affilata e molto lunga.

Quando io frequentavo l'università c'era ancora il culto dell'ingegnere con la matita perchè solo così si possono modificare i progetti senza pasticciare gli appunti.
Questa piccola mania mi è rimasta ma da anni mi affido alle micromine che sono molto comode perchè sempre appuntite.
Però devo ammettere la la matita tradizionale sta alla micromina come la penna stilografica sta alla biro.
E' questione di stile e un temperamatite di questo tipo non passa inosservato.

venerdì 23 aprile 2010

Gödel e il PDL

Nuova formulazione del teorema di Gödel, sul paradosso dell'autoreferenzialità.

Berlusconi: «Ciò che Fini sta per dire è falso».

Fini: «Quello che Berlusconi ha appena detto è vero».

Se Berlusconi dice il vero, allora Fini dice una bugia e quindi Berlusconi sta dicendo è falso...

Non ci provate non se ne esce...

lunedì 5 aprile 2010

Vorrei essere un'aquila

Ho composto questa canzone nel 1975.
A darmi lo spunto fu la lettura del diario di una ragazzina nata in Francia lo scorso secolo e morta giovanissima.
Si chiamava Teresa e viveva a Lisieux.
Era una ragazza tanto fragile quanto risoluta. Nonostante il parere contrario e il buonsenso comune, riuscì a ottenere quello che voleva.
La storia ha dimostrato che quel pulcino era veramente un'aquila.

Ho trasposto in digitale questa registrazione eseguita nel 1979 in casa, suonata con una chitarra la cui qualità è paragonabile ad una cassetta di albicocche e la pubblico così comè, incluse stonature.
A qualcuno dei miei amici di allora farà piacere.

Le immagini, invece, le ho aggiunte ieri: un po' sono foto mie, altre scaricate dalla rete.



mercoledì 31 marzo 2010

Mondo Nuovo

Non sono molte le immagini del complesso "Mondo Nuovo" in concerto...nel 1977.
Questa foto si riferisce a una festa popolare di quartiere.
Da sinistra io al flauto, Guido alle tastiere, Michele alla batteria, Marioalla chitarra e Fabio al basso.
Le musiche originali tra folk intimistico e rock progressivo.

Capitombolo

Lo scalino di pietra è alto ed è ancora umido per le pioggi recenti, le scarpe non sono quelle giuste per muoversi in campagna e opla! Un volo all'indietro con atterraggio della schiena sulla roccia.
Giusto il tempo per capire che mi sarei fatto male.
In realtà poteva andare peggio. Niente di rotto, il colpo principale è avvenuto sul mollo della zona lombo-sacrale.
Comunque questo è il terzo giorno che sono a casa per l'infortunio.
La fine è stata ingloriosa perchè mi stavo preparando a salire sul tetto (ma niente di pericoloso) per riparare una perdita di impermeabilizzazione, invece sono caduto a 50 cm da terra.
La classe non è acqua, si dice.

lunedì 15 marzo 2010

Un "Angelo" visto da vicino

No, non sto parlando di un Angelo con le ali bianche.
Angelo è il suo nome e il fatto di averlo incontrato e aver parlato con lui è qualcosa che si discosta così fortemente dall'immagine che ne danno i massmedia, che vale proprio la pena di segnalarlo.

Sto parlando del Card. Angelo Bagnasco, presidente della CEI ma soprattutto Arcivescovo della Diocesi di Genova.
In questa sua funzione ha visitato le parrocchie e i gruppi della zona di Sampierdarena.
In una settimana ho avuto modo di ascoltarlo tre volte, e nell'ultima anche di poter parlare con lui.
Dietro quella figura magra e un po' ieratica c'è una persona dallo sguardo molto dolce, paterno nel senso giusto della parola.
Ho trovato in lui un uomo con una grande capacità di ascolto; in grado di memorizzare lunghi discorsi e cogliere anche le sfumature di quello che gli viene comunicato.
Il suo modo di ragionare è pacato, lucido, razionale e arriva sempre a destinazione.
Ma quello che mi ha colpito di più sono i suoi incoraggiamenti che definirei convincenti.

Quello che gli sta più a cuore per il prossimo futuro? L'educazione dei ragazzi affiancando l'opera dei genitori.