lunedì 3 agosto 2015

KOMERA RWANDA: Coraggio Ruanda

Sabato 1 Agosto, nonostante il maltempo che ha costretto gli organizzatori a cambiare precipitosamente il sito, Guido ed io abbiamo avuto il piacere di partecipare, con alcuni commenti musicali, alla serata organizzata dall'associazione culturale "Giovanni Ponta" di Rigososo (AL) in favore di KOMERA RWANDA associazione di volontariato che  grazie all'opera di alcuni medici elabora e sostiene progetti tecnici, agricoli, sociali e sanitari a favore dei più poveri.

Nel loro sito tutte le informazioni utili.



Qui sotto alcune immagini e la registrazione artigianale di alcuni pezzi che abbiamo suonato. E' il nostro piccolo contributo per questa bellissima operazione e per l'entusiasmo che trasmettono i promotori.



 Gabriel's Oboe



Mio fratello che guardi il mondo


The way we were


Over the rainbow


Most dear lady  


Hallelujah 








lunedì 29 giugno 2015

Le Girandole dell'Angelo

Quest'anno, per me e Maria Teresa, niente S.Giovanni: nè a Genova nè a Sant Pol de Mar;  comunque mi sentirei di escludere qualunque risentimento del Santo per questa decisione.

Complice il ponte abbiamo optato i Santi Pietro e Paolo a Roma.

Infiorata in Piazza S.Pietro, ma non solo fiori e gambi anche ceci, caffè, sale, coloratissimi e  di grande effetto.




Nel tardo pomeriggio a passeggiare lungo il Tevere, aspettando delle deludenti e scialbe gare di canottaggio con inclusa una ridicola regata storica.

Infine, dopo essersi rifocillati in un ottimo localino dietro a Castel Sant'Angelo, siamo arrivati fin sotto le transenne aspettando lo spettacolo finale.

Ma il tramonto da quelle parti non lascia indifferenti.








E finalmente col buio arriva il momento delle girandole e dei fuochi d'artificio sincronizzati con brani di musica barocca.



Peccato che il deflusso da Oltre-Tevere sia stato disastroso per colpa dei mezzi pubblici non pronti ad accogliere l'eccezionale numero di persone. Alla fine dopo aver lasciato scorrere autobus stracolmi, ci siamo fatti una lunga passeggiata notturna fino a casa. E va bè, che Roma di notte è sempre affascinante.

mercoledì 24 giugno 2015

Dimentichiamo che noi stessi siamo terra


1.« Laudato si’, mi’ Signore », cantava san Francesco d’Assisi. 
In questo bel cantico ci ricordava che la nostra casa comune è anche come una sorella, con la quale condividiamo l’esistenza, e come una madre bella che ci accoglie tra le sue braccia: 
« Laudato si’, mi’ Signore, per sora nostra matre Terra, la quale ne sustenta et governa, et produce diversi fructi con coloriti flori et herba ».


2.Questa sorella protesta per il male che le provochiamo, a causa dell’uso irresponsabile e dell’abuso dei beni che Dio ha posto in lei. 
Siamo cresciuti pensando che eravamo suoi proprietari e dominatori, autorizzati a saccheggiarla. 
La violenza che c’è nel cuore umano ferito dal peccato si manifesta anche nei sintomi di malattia che avvertiamo nel suolo, nell’acqua, nell’aria e negli esseri viventi. 
Per questo, fra i poveri più abbandonati e maltrattati, c’è la nostra oppressa e devastata terra, che « geme e soffre le doglie del parto » (Rm 8,22). 
Dimentichiamo che noi stessi siamo terra (cfr Gen 2,7). 
Il nostro stesso corpo è costituito dagli elementi del pianeta, la sua aria è quella che ci dà il respiro e la sua acqua ci vivifica e ristora.


11. (parla di S. Francesco) La sua testimonianza ci mostra anche che l’ecologia integrale richiede apertura verso categorie che trascendono il linguaggio delle scienze esatte o della biologia e ci collegano con l’essenza dell’umano. Così come succede quando ci innamoriamo di una persona, ogni volta che Francesco guardava il sole, la luna, gli animali più piccoli, la sua reazione era cantare, coinvolgendo nella sua lode tutte le altre creature. Egli entrava in comunicazione con tutto il creato, e predicava persino ai fiori e « li invitava a lodare e amare Iddio, come esseri dotati di ragione ». 

Questa enciclica è ben altro che  che argomentazioni di sociologia. Papa Francesco parla della questione ecologica in termini mistici! Richiede una riflessione interiore che pesca nei "perché" più profondi e affascinanti.

domenica 7 giugno 2015

Non succede niente.

Oggi c'è stato un momento in cui mi sono reso conto che ci sono cose che non si possono possedere, non si possono comprare. 
Sembra banale vero?
Cose, case, suoni, odori, rumori, vissute da quasi una vita, ma che non mi "appartengono". 
Luoghi nei quali lo sguardo senza soluzione di continuità, in qualunque direzione svela ricordi intensi.




Sono sdraiato sul letto per il riposino pomeridiano che non vuole decollare. 
Dalla finestra aperta un cinguettio sonoro e appassionato buca lo spazio interno a me.

Dopo l'autunno e l'inverno è il primo pomeriggio passato nel prato di Torrazza. 

Le cose cambiano, anche quando non lo decidiamo noi, anche se non vanno nel verso che avremmo sperato.
Fuori dalla finestra quello scenario vissuto da trentatré anni sembra ferito per adattarsi al cambiamento. 
Sembra una ferita, ma forse non lo è, forse è solo un'intensa nostalgia dei miei bimbi piccoli che correvano, estate dopo estate sotto quegli alberi, del pino e della mimosa davanti  a casa, dell'albero di Natale piantato che ora è alto cinque metri e passa, delle ciliege e delle susine staccate dai rami, delle rose rosse piantate davanti casa, di quel cesto di fichi che veniva lasciato davanti alla porta, delle serate trascorse con tanti amici, del ritmo delle lucciole nel buio, del monte da dove la Madonna sembra allargare la sua protezione.
E se domani tutto questo dovesse sparire?

Aspetta, aspetta un attimo, c'è una sola cosa da fare, se per caso non l'avessi ancora fatto fino ad ora. Godersi questo fringuello nell'attimo presente, ora, ora e ora ancora e lasciare che il suo canto mi  regali il senso della creazione: un richiamo d'amore, il bisogno di esistere, l'irrefrenabile necessità di essere fecondi, di prolungarsi verso un'altra vita. 

Non ho resistito. Ho afferrato il cellulare e ho avviato la registrazione video.
Se fate click sul filmato di 63 secondi, non aspettatevi niente, non succede niente. Solo un fringuello che ripete un canto meraviglioso, altri che rispondono in lontananza, forse un abbaiare di cane, un motorino laggiù nella strada e qualche scricchiolio vicino.

Non succede niente solo la mia emozione che scorre.



martedì 19 maggio 2015

A caccia delle ultime ore di sole fra Gianicolo e Villa Ada

Questa stagione è quella più bella per passeggiare a Roma dopo il lavoro.
Il sole tramonta dopo le otto di sera e camminando a pasto veloce in un paio di ore si riescono a raggiungere spettacolari scenari illuminati dall'ultimo sole.

Negli ultimi due giorni ho fatto il pieno con Gianicolo e Villa Ada.











domenica 17 maggio 2015

L'avventura di ogni giorno

Domenica sera. 
Mentre aspetto che il treno per Roma parta dalla stazione di Genova, mi ritrovo fra le mani questa preghiera di non so chi, che condivido con chi passa da questa pagina, sperando che  queste parole provochino in lui o in lei la stessa risonanza interna che ho provato io. 

L'avventura di ogni giorno:

Signore, 
Il sole è sorto
e mi metti in mano
Un'esperienza nuova.
Sarà bella? Sarà noiosa?
Sarà utile?
Non lo so ancora.
Però sono certo
che molto dipenda da me.
Questo fammelo capire...
Perché spesso rischio
di aspettarmi tutto dagli altri,
tutto da me.
Fammi sentire responsabile
di quello che faccio.
Tu che hai creato l'uomo
senza chiedergli il permesso
Ti sei però subito legato le mani
e non gli puoi fare niente 
se non lo vuole.
Signore,
aiutami a spalancare gli occhi
per vedere dove mi trovo
e chi avrò vicino.
Signore,
aiutami a drizzare bene le orecchie
per raccogliere tutte le voci
che la vita mi invia
e rispondere con coraggio
e fantasia.

sabato 16 maggio 2015

La rosa di Carrer Maria Pi

E voilà, sette giorni e la trasformazione è fatta


Con giro turistico comprensivo di visita a Tossa de Mar
 e a Caldes d'Estrac

Se poi anche la rosa del patio di Carrer Maria Pi, ha scelto di sbocciare proprio in questa settimana, vuol dire che i motivi per festeggiare erano tanti... 


Il Clabel

Clabel si definisce come un nome comune di cosa, diversamente, e usualmente chiamato anche "Tablet". 
Normalmente viene declinato in una sola frase: "Nonno mi fai giocare col cablel?
Frase che viene pronunciata con un tono supplichevole che diventa ossessivo quando la riposta è "Non adesso, Pau, più tardi!".

Risultati immagini per tablet asusIl Clabel, una volta acceso, per essere spento - rigorosamente entro venti minuti dall'accensione per evitare overdose - deve essere invitato a dare segni di stanchezza e a voler fare la nanna (forza con la fantasia), altrimenti, il su citato Pau, continua a passare da un gioco ad un'altro tramite il semplice comando vocale "Altro, Nonno". 





sabato 2 maggio 2015

4JU33







C'è bisogno di spiegare?
Quarto scudetto di seguito; Trentatré il totale di quelli vinti. 

Ormai l'hanno capito tutti che i tifosi juventini non smetteranno mai di aggiungere +2 a quelli della federazione.