La mamma l’ho perduta e poi l’ho ritrovata.
Il papà l’ho trovato e non l’ho più perduto.
Quando ero piccolo vivevo in simbiosi con la mamma, mi nutrivo del suo amore esclusivo che contraccambiavo totalmente.
Quando ero adolescente vivevo con profondo disagio il contatto con il mondo che si affollava intorno a me: l’altro sesso, i coetanei, la socialità, alieni di cui aver paura.
Quando ho trovato un ideale così grande da superare il cielo e così totalizzante da cancellare ogni altro interesse, mi illudevo di essere finalmente autonomo. Non mi rendevo conto che stavo sostituendo alla mamma una MAMMA; un simulacro che richiedeva e pretendeva la stessa devozione e lo steso attaccamento e alla quale ero disposto a sacrificare tutto. La voglia di emergere e di primeggiare, diventava regola quotidiana e ordine imperativo interno, in una assurda salita senza fine.
Quando poi il crollo è arrivato….mi sono arroccato in angolo del mio letto, una prigione!
Quando l'ora della consapevolezza è cominciata, le mie debolezze sono diventate la mia forza.
Quelle che credevo le mie forze sono diventate le mie debolezze.
Il papà è comparso nella mia vita, per assurdo, proprio quando fisicamente e intellettualmente, cominciava ad assentarsi e a morire. Era un papà così piccolo da poter essere contenuto, nel palmo della mia mano, in un sogno. Ma pur così piccolo, come un seme in un terreno adatto, è cresciuto. L’ho trovato e non l’ho più perduto.
La mamma finalmente, poteva ritornare, posso permettermi di pensare a lei con tenerezza e accoccolarmi come ogni figlio che ha bisogno di conforto e non teme il suo abbraccio.
Papà e mamma sono con me, sono parte di me.
Appunti sparsi per documentare come si cambia; non perchè il tempo che passa ci invecchia, ma perchè ognuno può assecondare un profondo e intimo movimento interno. Cambiare è svelare progressivamente se stessi, essere consapevole delle proprie passioni, illuminare le relazioni con le persone che si amano.
mercoledì 29 giugno 2005
L'obiettivo
L’obiettivo era proprio questo, crescere e separarsi da ciò che più si ama, senza vivere il distacco come un difetto d’amore, ma come il suo completo compimento.
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Vincenzo Trichini
alle
14:04
Il paradosso
Vedere nello specchio come sarei dopo il cambiamento ma non riuscire a cambiare per la paura di non essere più in grado di vedere il "cambiamento".
Infatti, diventerei l’immagine riflessa nello specchio ma l’originale e reale figura che genera l'immagine nello specchio non ci sarebbe più. Sembrerebbe che cambiare vuol dire sparire.
Infatti, diventerei l’immagine riflessa nello specchio ma l’originale e reale figura che genera l'immagine nello specchio non ci sarebbe più. Sembrerebbe che cambiare vuol dire sparire.
Pubblicato da
Vincenzo Trichini
alle
14:02
ragnatela
Mi sono riempito la testa con una ragnatela che strappo a pezzi tanto è spessa e tanto è abbondante.
Sembra non finire mai.
Cerco uno specchio che finalmente trovo (in un bagno senza gabinetto).
Mi guardo,
ho i capelli, tanti capelli,
ma insieme alla ragnatela vengono via anche loro.
Sembra non finire mai.
Cerco uno specchio che finalmente trovo (in un bagno senza gabinetto).
Mi guardo,
ho i capelli, tanti capelli,
ma insieme alla ragnatela vengono via anche loro.
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Vincenzo Trichini
alle
14:00
Progredire
Nella nostra vita c’è sempre un evento che è responsabile del fatto che abbiamo smesso di progredire. Un trauma, una sconfitta particolarmente amare, una delusione d’amore o persino una vittoria, in qualche modo inspiegabile.
Pubblicato da
Vincenzo Trichini
alle
13:59
Gli occhi
(sogno)
Sto guardano dietro di me. Il grigiore del buio mi penetra negli occhi e invade il mio essere.
E’ il buio delle mie angosce che come un demone che mi ipnotizza. Se rimango a fissarlo ancora un poco, mi distruggerà.
Con un grande sforzo, attingendo ad energie e volontà che non sapevo di possedere, riesco a girarmi nell’altra direzione, guardare davanti a me.
Sento il male che preme nella schiena, spinge e vorrebbe completare la sua opera, ma ora non può più raggiungere i miei occhi. E senza i miei occhi non ha più il potere di agire.
Lentamente la vista si libera dalla nebbia residua. Si vede un chiarore, una luce, in fondo a una strada da percorrere.
Avanzo ed esco.
Ma non c’è il giorno come mi aspettavo,
c’è una notte stellata.
Sto guardano dietro di me. Il grigiore del buio mi penetra negli occhi e invade il mio essere.
E’ il buio delle mie angosce che come un demone che mi ipnotizza. Se rimango a fissarlo ancora un poco, mi distruggerà.
Con un grande sforzo, attingendo ad energie e volontà che non sapevo di possedere, riesco a girarmi nell’altra direzione, guardare davanti a me.
Sento il male che preme nella schiena, spinge e vorrebbe completare la sua opera, ma ora non può più raggiungere i miei occhi. E senza i miei occhi non ha più il potere di agire.
Lentamente la vista si libera dalla nebbia residua. Si vede un chiarore, una luce, in fondo a una strada da percorrere.
Avanzo ed esco.
Ma non c’è il giorno come mi aspettavo,
c’è una notte stellata.
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Vincenzo Trichini
alle
13:58
DD
Dati Dati, cioè informazioni fornite.
Il criminale viene catturato. E’ stato intrappolato con l’inganno di un finto agguato alla sua donna, ma lui credeva di aver capito tutto e infatti sequestra l’agente, lo minaccia di morte e lo blocca, armato di una pistola fotonica rubata al suo nemico.
Ma il detective è sereno e gli dice: “Sei arrivato al termine”
“come puoi dire una cosa del genere, sei sotto la mia minaccia, puoi morire da un momento all’altro” risponde il criminale.
Ma non è così, la vera trappola è l’arma fotonica, è disinnescata, l’obiettivo era farla impugnare al criminale, perché in realtà è disarmato.
Viene catturato.
(sogno)
Il criminale viene catturato. E’ stato intrappolato con l’inganno di un finto agguato alla sua donna, ma lui credeva di aver capito tutto e infatti sequestra l’agente, lo minaccia di morte e lo blocca, armato di una pistola fotonica rubata al suo nemico.
Ma il detective è sereno e gli dice: “Sei arrivato al termine”
“come puoi dire una cosa del genere, sei sotto la mia minaccia, puoi morire da un momento all’altro” risponde il criminale.
Ma non è così, la vera trappola è l’arma fotonica, è disinnescata, l’obiettivo era farla impugnare al criminale, perché in realtà è disarmato.
Viene catturato.
(sogno)
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Vincenzo Trichini
alle
13:55
sindacalista e padrone
Il sindacalista e il padrone discutono fra di loro. Si studiano reciprocamente, valutano le mosse e calibrano le parole per non concedere vantaggi all’avversario. Io rimango estraneo li guardo senza intervenire, sono limpido
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Vincenzo Trichini
alle
13:54
Piccoli alieni

Piccoli alieni vivono fra noi.
Vengono casualmente scoperti e distrutti.
Ma è vero o sono ancora nascosti, pronti a colpire?
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Vincenzo Trichini
alle
01:52
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