lunedì 25 settembre 2006

Dialogo fra religioni e culture

Come trasformare una "gaffe", cioè un equivoco, in una nuova opportunità di dialogo.
Mi riferisco alla citazione di Benedetto XVI sul mondo mussulmano.
In questo caso però mi sembra che non sia stata applicata una tecnica di marketing o una acrobazia verbale diplomatica, semplicemente:
La verità sembra venire a galla.
Infatti, le parole del Papa, per quanto a posteriori possano essere definite inopportune e imprudenti, non avevano l'intenzione di offendere, di criticare o deridere. Gli attacchi successivi alla sua persona erano ingiustificati.

Complimenti! Nessun cedimento alle provocazioni, nessuna ripicca, nessun rilancio di responsabilità nell'altro campo, mi sembra un comportamento fortemente evangelico.

Penso inoltre che i maggiori "Media" occidentali non ci escano bene da questa vicenda. La logica del business (non so chiamarla diversamente) li travolge e non se ne rendono neppure conto. La foglia di fico con la quale si coprono, cioè il "diritto all'informazione", si restringe e svela l'incapacità a dare un'informazione significativa. Potenzialmente sono un veicolo di propagazione della discordia e della divisione.

Ma tornando all'incontro con i rappresentanti del mondo islamico, parole come queste:
"Abbiamo assolutamente bisogno di un dialogo autentico tra le religioni e le culture, un dialogo in grado di aiutarci a superare assieme tutte le tensioni in uno spirito di proficua intesa",
possono essere una grande speranza, se raccolte adeguatamente.
Suonano potenti provenendo da un ex-cardinale noto per la sua passata intransigenza verso le idee ritenute poco meno che ortodosse.

Oggi ho la convinzione che, almeno su questo argomento,
il Papa è più avanti dei cristiani
.
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