venerdì 15 dicembre 2006

Infine arriva il dolce

(Sogno del 7/12)

Sono seduto al tavolo di un ristorante. Il servizio non è soddisfacente.
Tra una portata e l'altra non cambiano le posate. Addirittura portano il secondo nel piatto già usato, con ancora i segni del sugo e del pane rimasto nel fondo.
I camerieri sono sbrigativi e incompetenti.
Questo pranzo si sta concludendo disastrosamente.

Infine arriva il dolce, l'ultimo atto.

La sorpresa si avvicina: sono specialità uniche nel loro genere, qualcosa creato in casa, artigianalmente; l'aspetto è gradevole, ci sono sconosciuti semini sparpagliati sopra al dessert a completare un'estetica invitante. Le porzioni sono decisamente abbondanti e infine anche il gusto si rivela ottimo.


Mai disperare! La sostanza è più importante della forma. Se il finale è buono, vedi con occhio diverso tutte le insoddisfazioni e difficoltà che hai incontrato prima; anzi ti sembrano funzionali al risultato finale.
Che ognuno scelga il dolce che preferisce.

giovedì 14 dicembre 2006

Oltre la distanza

Qualche volta non c'è bisogno di utilizzare il blog "Oltre la distanza" perchè "Oltre la distanza" è venuto in casa tua.















Lo staff medico quasi al completo




















Carlo misura la pressione
















una coppia di amici del Benin















Gruppo colorato di famiglie

salgo sulla collina

(Sogno 7/12)

Salgo sulla collina spoglia di vegetazione. Di fronte a me nell'altro versante, catapecchie scavate nel tufo e puntellate con vecchie assi di legno si confondono con il grigiore della terra.
La mia stretta strada conduce alla casa che ho acquistato. E' una costruzione su due piani. Tre scalini di legno consumato per entrare. Il suo aspetto, rispetto alla desolazione della zona sembra parzialmente confortante. Entro e la esploro; è vuota, senza arredamento, ma tutto l'insieme sembra squinternato, in una logorante decadenza.
Apro un rubinetto e nel lavandino si riversa e schizza un liquido biancastro, sicuramente imbevibile.
Mi preoccupo di chiedere: "Abbiamo portato le bottigliette di acqua minerale?"

Mi vengono in mente i barrios e le favelas del Sud America dove baracche di materiali inconsistenti penzolano da colline franose e dirupi profondi.
In quello scenario anche una casa di mattoni diroccata sembra dignitosa.
Mi vengono in mente i cartoneros di BuoenosAires.
Qui però non c'è il verde vitale della foresta che circonda quelle baracche, c'è la desolazione di un profondo arido Sud.
Mi colpisce la 'decadenza'; mi fa pensare a qualcosa che una volta era in buono stato ed ora non lo è più. A una nuova situazione in cui bisogna adattarsi ma dove del vecchio status c'è ancora il ricordo e qualche rimasuglio (le bottiglie di acqua minerale).

mercoledì 13 dicembre 2006

Un nuovo blog

A chi legge "come si cambia" vorrei segnalare il link per raggiungere Informatica&Organizzazione, nuovo blog che ho aperto qualche giorno fa.
Per cominciare sto pubblicando alcune riflessioni che ho scritto qualche anno fa e presentato a un gruppo di lavoro.
Partendo da una sintetica storia dei computer e attraverso alcuni aneddoti arrivo a parlare di Formazione e del Rapporto uomo-computer.
Poi ho altre idee...

lunedì 11 dicembre 2006

Le cronache di Val Maira

Avrei voluto scrivere "Le Cronache di Narnia", perchè la Val Maira in questi giorni sembrava magica.
Siamo arrivati subito dopo la prima nevicata della stagione. Il bianco della neve in qualche zona copriva appena i prati ancora verdi. Due giorni senza nuvole, con il sole che per giocare a nascondino utilizzava il profilo dei monti.

Nella minuscola Gheit, abbiamo incontrato un anziano signore.
"Freddo eh?" Ci ha apostrofato appena ci ha visti. "Camminando fa fin piacere..." ho articolato io.
"Quante persone vivono in questo paesino?" ha continuato Mariateresa.
"Quando mi chiedono quante anime vivono qui, io rispondo: una, una sola anima, io" ed ha aggiunto "se un'anima c'è l'ho".
"Certo che c'è l'ha, ce n'ha una grande così", ha concluso Mariateresa, allargando le braccia.



Ma anche in un luogo incantato si incontrano le proprie paure. Anzi la paura delle proprie paure.
Le strade si erano ghiacciate, ed io avevo paura a guidare l'automobile. Mi sembrava che gli altri automobilisti fossero più attrezzati di me, sia tecnologicamente che psicologicamente.
Ad un certo punto mi sono reso conto che invece di godere in pieno di quello che la natura mi offriva, già pensavo al tornante che avrei dovuto affrontare in discesa, a quel tratto dove il sole non arriva, con la strada ricoperta da un sottile strato bianco.

Ho deciso che la mia strategia non sarebbe stata quella di sfidarmi per dimostrare che sono più forte delle mie paure.
Il giorno successivo ho piantato l'automobile alla prima curva oltre il paese e mi sono affidato agli scarponi e ai miei bastoncini. Ho fatto bene, anche quel tratto di strada che avrei percorso in macchina e che invece ha allungato la mia camminata di tre quarti d'ora, fa parte del mio bagaglio.

giovedì 7 dicembre 2006

Come ci si vede a 16 anni.


Il ricordo dei propri sedici anni è sempre indelebile.
Ma questo disegno che ho ritrovato, è un tuffo nel passato, ed esprime tutta la carica trasgressiva e le aspirazioni di quell'età.
In questa caricatura, eseguita da Gianni, io sono al centro. Sono riconoscibile dal profilo del naso e dal neo. I capelli e le basette erano lunghi ma non così come appare. La passione per il flauto sarebbe esplosa di lì a poco, per il momento venivo rappresentato con la tromba (effettivamente ho cominciato a suonare con la cornetta di mio papà).
Gianni, Sergio, Agostino, Claudio, purtroppo di loro ho perso le tracce.

mercoledì 6 dicembre 2006

Buscaglia

Le letture di Leo Buscaglia, sono sempre fonte di fermento interiore perchè rompono gli schemi interni e costringono a mettere in dubbio quelle certezze che tendono a cristallizzarsi.

Un paio di aforismi tratti dai suoi testi, su argomenti come il cambiamento e i sogni, a me molto cari.


Ricordate che tutto cambia, soprattutto i rapporti umani, e che per mantenerli noi dobbiamo cambiare con essi. Assicuratevi di progredire e di crescere costantemente insieme, ma separatamente.



e ancora:



State molto attenti con i vostri sogni, perché corrono il rischio di avverarsi!

lunedì 4 dicembre 2006

Saltare sul letto

(Sogno 3/12)

Il bambino salta sul letto; rimbalza come se fosse su un tappeto elastico; su e giù, atterra di schiena, poi di fianco, e la volta dopo con i piedi.
Anch'io sono sopra al letto e osservo la scena subendo i contraccolpi di ogni salto.
Alla fine il gioco diventa un po' fastidioso.
"Guarda che ti stai agitando troppo, rischi di cadere dal..."
Non ho ancora finito la frase che un salto un po' più sgangherato degli altri, fa scivolare il bambino oltre il bordo del materasso, facendolo atterrare con un tonfo sul pavimento.



Questo gioco lo ricordo!
Ogni volta che vedevo il lettone dei miei genitori ancora da sistemare, chiedevo il permesso di giocarci sopra.
Ingaggiavo lotte all'ultimo sangue con i cuscini-nemici e qualche volta rischiavo di essere sopraffatto quando l'assalto arrivava da tre o quattro guanciali con i quali mi rotolavo avvinghiato dalla testata fino al bordo estremo del precipizio.
Mi intrufolavo poi in lunghe e pericolose gallerie, sotto le coperte, per aggirare le linee avversarie.
Saltavo sui materassi sorretti dalle reti in metallo, simulando una rovinosa discesa giù per la collina.

Ed effettivamente al termine dei miei giochi il lettone era un vero groviglio di coperte e lenzuola, come un campo di battaglia.

venerdì 1 dicembre 2006

Condominio

Come si sopravvive a una seduta di condomio
(che regolarmente termina non prima dell'una di notte)?

Verrebbe voglia di gridare al mondo:
sostenetemi, dimostratemi la vostra solidarietà con parole di conforto.


Sembra di essere usciti da un tunnel buio e si stenta a mettere a fuoco la realtà: Non sei solo.
E' un'esperienza che provano milioni di persone come te!

E' un incubo collettivo, è una follia ordinaria, è il disordine mentale di una notte brava.

Com'è che improvvisamente, una due volte l'anno, sembra che tutti dobbiamo essere esperti di caldaie, pompe idrauliche, diffusione di calore?

Come mai il mio vicino di casa che fa il commerciante e l'altro che è medico, sono convinti di poter sostenere un contraddittorio con i tecnici che non riescono a risolvere il problema di un paio di piastre del calorifero?

Come fa la vicina casalinga che abita tre piani sopra a disquisire sul piano di ammortamento e sulle garanzie di contratto della manutenzione di un impianto?

Come si diventa esperti di diritto civile? Quale laurea super-breve si può frequentare?

Mi sorge un dubbio, nonostante le apparenza e l'aggressività,

Che tutti stiano fingendo come me?

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