domenica 26 giugno 2005

VITA, una storia di emigrazione vista dall'Italia.


Qualche spunto di riflessione può fornirlo la lettura del libro qui sotto recensito.
Autore: Melania G. Mazzucco Titolo: Vita
1903, New York è la città dove sbarcano dodicimila stranieri al giorno e gli italiani sono considerati solo come criminali.
Diamante e Vita, due ragazzini di dodici e nove anni approdano da un minuscolo paese in provincia di Caserta; lui è taciturno, orgoglioso e temerario, lei istintiva e gelosa. L'America con le sue ricchezze è il loro sogno. Tra fame, angherie, prepotenze i due ragazzini scoprono insieme la morte e l'alfabeto, l’illusione, l'amore, il tradimento e la fedeltà.
In dieci anni Diamante, sempre in attesa di fortuna, sarà strillone, raccoglitore di stracci, fattorino in una ditta di pompe funebri, waterboy alle ferrovie; Vita cucitrice di fiori artificiali, ladra, sguattera, cuoca, amante di un guappo, venditrice di baci, parole e case inesistenti - entrambi sempre convinti di progredire verso la felicità riconosciuta come un diritto dalla Costituzione degli Stati Uniti d'America. Ma i loro sogni infantili non sono destinati a realizzarsi - almeno, non a New York e non insieme.
Vita non è però solo un romanzo: I due ragazzini sono realmente esistiti, come sono esistiti i molti personaggi che animano questa storia. Per scriverla l'autrice ha scavato e ricostruito racconti di suo padre, documenti e indizi sui giornali dell'epoca, archivi della polizia di Brooklyn, liste passeggeri dei piroscafi.
La storia di una famiglia ma anche la storia di tutti noi alla ricerca della felicità. Un libro epico, scritto proprio mentre l'Italia sembra essere diventata l'America per chi abita sulla riva di un altro mondo.
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