domenica 12 luglio 2009

Parlare chiaro

Questo è per le aziende che per risanare i bilanci non trovano di meglio che licenziare.


Rispetto a quanto accadeva nella societa` industriale del passato, oggi la disoccupazione provoca aspetti nuovi di irrilevanza economica e l’attuale crisi puo` solo peggiorare tale situazione. L’estromissione dal lavoro per lungo tempo, oppure la dipendenza prolungata dall’assistenza pubblica o privata, minano la liberta` e la creativita` della persona e i suoi rapporti familiari e sociali con forti sofferenze sul piano psicologico e spirituale. Desidererei ricordare a tutti, soprattutto ai governanti impegnati a dare un profilo rinnovato agli assetti economici e sociali del mondo, che il primo capitale da salvaguardare e valorizzare e` l’uomo, la persona, nella sua integrita`: ‘‘L’uomo infatti e` l’autore, il centro e il fine di tutta la vita economico-sociale’’.

caritas in veritae (par.25)

Se questo non è parlare chiaro!

sabato 11 luglio 2009

Tutto come prima?

E' appena passato il G8. I grandi, i quasi grandi e quelli che vorrebbero diventare grandi si sono lasciati con tanti impegni e promesse.
Queste parole tratte dall'enciclica di Benedetto XVI (par. 23) si addicono molto bene alla situazione.


Molte aree del pianeta, seppure in modo problematico e non omogeneo, si sono evolute, entrando nel novero delle grandi potenze destinate a giocare ruoli importanti nel futuro. Va tuttavia sottolineato come non sia sufficiente progredire solo da un punto di vista economico e tecnologico. Bisogna che lo sviluppo sia anzitutto vero e integrale. L’uscita dall’arretratezza economica, un dato in se´ positivo, non risolve la complessa problematica della promozione dell’uomo, ne´ per i Paesi protagonisti di questi avanzamenti, ne´ per i Paesi economicamente gia` sviluppati, ne´ per quelli ancora poveri, i quali possono soffrire, oltre che delle vecchie forme di sfruttamento, anche delle conseguenze negative derivanti da una crescita contrassegnata da distorsioni e squilibri.
Dopo il crollo dei sistemi economici e politici dei Paesi comunisti dell’Europa orientale , sarebbe stato necessario un complessivo ripensamento dello sviluppo.


(immagine Giannelli- Corriere)

Invece stiamo facendo i conti la crisi globale. Io ho il timore che non sfrutteremo questa opportunità per rivedere la priorità dei valori.
In fondo i governi ci stanno dicendo che oramai si tratta di una crisi soprattutto psicologica, basta ricominciare a spendere e tutto tornerà come prima...
Ma è questo che vogliamo?
Tutto come prima?

martedì 7 luglio 2009

Attrezzi spuntati

Stavo buttando via un a scatola contenente roba vecchia e inutilizzabile. Tra quel materiale c'erano un paio di utensili spuntati; all'ultimo momento ho cambiato idea e ho deciso di tenerli ancora.
(sogno 7/7/09)

Come leggere questo sogno?
Mi rendo conto che ci vorrebbe un contesto nel quale inquadrarlo e che il significato è ambiguo.
I vecchi attrezzi spuntati potrebbero essere "vecchie" modalità, già sperimentate in passato di affrontare la vita; potrebbero essere quindi utensili che portano alla crescita dell'ansia o contribuiscono ad alimentare inutili e dannose prospettive. In questo caso il gesto di tenerle ancora con sé è da valutare come un pericolo. Attrezzi esausti non serviranno a produrre risultati positivi.

D'altra parte, se gli attrezzi che stavo buttando via rappresentassero delle risorse interiori "antiche" ma solo apparentemente inutili, allora la valutazione cambierebbe drasticamente: il loro recupero diventerebbe un gesto istintivo di salvezza. Idee ancora valide alle quali occorre solo rifare la punta e poi sono ancora pronte per affrontare il futuro...

La crisi ci obbliga a riprogettare il nostro cammino

Lo spettacolo dei politici italiani che tirano le parole del papa di qua e di là e i dilaganti commenti, troppo spesso improvvisati, superficiali e banali, non sono molto incoraggianti per stabilire un dialogo costruttivo fra le culture.

Ma la nuova lettera enciclica è argomento troppo importante per scoraggiarsi. Suggerisco di leggerla con calma, senza preconcetti.
Nel contesto della ricchissima tradizione della dottrina sociale della Chiesa mi sembra, in prima battuta, un contributo importante al pensiero sull'uomo.


Stasera mi sono soffermato sul paragrafo (21).

Erano fondate le preoccupazioni della Chiesa sulle capacita` dell’uomo solo tecnologico di sapersi dare obiettivi realistici e di saper gestire sempre adeguatamente gli strumenti a disposizione. Il profitto e` utile se, in quanto mezzo, e` orientato ad un fine che gli fornisca un senso tanto sul come produrlo quanto sul come utilizzarlo. L’esclusivo obiettivo del profitto, se mal prodotto e senza il bene comune come fine ultimo, rischia di distruggere ricchezza e creare poverta`. Lo sviluppo economico doveva essere tale da produrre una crescita reale, estensibile a tutti e concretamente sostenibile.
Le forze tecniche in campo, le interrelazioni planetarie, gli effetti deleteri sull’economia reale di un’attivita` finanziaria mal utilizzata e per lo piu` speculativa, gli imponenti flussi migratori, spesso solo provocati e non poi adeguatamente gestiti, lo sfruttamento sregolato delle risorse della terra, ci inducono oggi a riflettere sulle misure necessarie per dare soluzione a problemi di impatto decisivo per il bene presente e futuro dell’umanita`.
La crisi ci obbliga a riprogettare il nostro cammino, a darci nuove regole e a trovare nuove forme di impegno, a puntare sulle esperienze positive e a rigettare quelle negative.
La crisi diventa cosı` occasione di discernimento e di nuova progettualita`. In questa chiave, fiduciosa piuttosto che rassegnata, conviene affrontare le difficolta` del momento
presente.

lunedì 6 luglio 2009

Pere in arrivo



Almeno per i peri i frutti arrivano....ben 10 dal mio minuscolo alberello piantato l'anno scorso.
Ne sono orgoglioso come s efosse merito mio, in verità un po' è vero perchè l'ho protetto dal vento forte puntellandolo in inverno, l'ho difeso dagli acari e dalle formiche con trattamenti che non fossero però troppo violenti chimicamente, ho ripulito dalle erbacce il suo tronco.
Me ne sono occupato.
Ci sarà una metafora anche per le cose degli uomini?

mercoledì 1 luglio 2009

Nell'incertezza dei nostri passi....

Nonostante con "facebook" mi trovi veramente a disagio perchè la sua modalità d'uso non soddisfa la mia esigenza di espressione, ho comunque un account attivo e qualche volta mi trovo coinvolto in qualche discussione.

Quello che scrivo qui sotto può quindi apparire un po' avulso perchè estratto dal contesto, ma poichè esprime qualche idea su come interpreto essere cristiani oggi, desidero condividerlo nel mio spazio preferito.

" proprio perchè il compito della Chiesa (e intendo della gerarchia e dell' intera comunità) è quello di annunciare la Grande Novità che può cambiare le sorti dell'umanità, e non quella di schierarsi per l'uno e per l'altro dei partiti di quel piccolo pezzettino di mondo che viene chiamato "Italia", sarebbe desiderabile dimostrare rispetto per chi nel campo sociale esprime posizioni diverse dalle proprie: non è uno scandalo condividere le posizioni critiche di Famiglia Cristiana e non mi spingerei a mescolare i temi sociali con quelli dell'infallibilità, la Verginità di Maria ecc.
Sono veramente su un altro piano.
Credo che ci facciamo del male a buttare dentro tutto insieme.
Si può anche esprimere una critica alla Chiesa o a qualche Vescovo ed essere fedeli e magari a Dio piacendo, santi.
Da bambini si "adora" la propria mamma; poi si scopre che ha dei difetti e magari anche delle colpe. Questo non toglie l'amore anzi lo amplifica perchè lo rende reale, credibile, condivisibile.

Credo che nell'imperfezione della nostra fede e del nostro agire possiamo trovare dei fratelli che abbiano il desiderio di condividere un pezzetto di strada. E' nell'incertezza dei nostri passi e nelle pieghe dei nostri dubbi che cresce la forza del messaggio di Gesù, piuttosto che dalle nostre certezze (come il nostro Paolino ci ha lasciato scritto nelle sue lettere).
Perlomeno questo è quello che ho maturato io ad oggi....
"

lunedì 29 giugno 2009

Volersi bene fa star bene

Sembra uno di quei teoremi di logica che si studiano a scuola:

"Una relazione soddisfacente riduce gli effetti negativi dello stress sulla nostra salute. Ma una relazione insoddisfacente, invece, li amplifica".
(Repubblica 29/06/09)

Invece si sta parlando della relazione interpersonale in una coppia e lo stess di cui si parla è quello accumulato durante la permanenza al lavoro.

La nota positiva di queste notizia è che è l'affermazione è frutto di uno studio psicologico su 900 persone condotto all'università di Goteborg da Ann-Christine Andersson Arntén.
Dopo essere stato sottoposto ad uno stess un corpo deve recuperare e ricaricarsi. Se non c'è la possibilità di recuperare le riserve del corpo si svuotano e la salute ne risente.
Si potrebbe dire che volersi bene fa da cuscinetto nei confronti dello stress, purchè lo stress non sia generato all'interno della coppia stessa...

Poichè, sempre Repubblica (01/12/2008) , aveva citato un'altro studio secondo il quale le scappatelle hanno una funzione antistress, (che visione miope) la nuova indicazione mi sembra un deciso passo in avanti.

L'attuale situazione di crisi economia con le crescenti paure sulla perdita del posto di lavoro, amplifica l'attualità di questo studio e, secondo me, amplifica pure la lungimiranza della dottrina della chiesa cattolica che in fatto di relazione d'amore all'interno di una coppia di sposi, ha dei tesori che vengono spesso ignorati, svalutati e sostituiti da valutazioni preconcette.

venerdì 12 giugno 2009

Madre interiore, forza rigeneratrice


Nostra Signora non è un essere magico, una fatina buona. Non è una statua in sala.
E' una cosa che si trova dentro di te.

Tu devi trovare la madre dentro te stessa. Tutti noi dobbiamo. Anche se abbiamo già una madre. Tutti noi dobbiamo comunque trovare questa parte dentro di noi.

Non è necessario che posi la mano sul cuore di Maria per trovare la forza, consolazione, salvezza e tutte le cose che servono nella vita.
Puoi metterla proprio qui sul tuo cuore.
Quando non sei sicura di te stessa quando ti senti frenata dal dubbio e dalla quotidianità è lei che ti dice: " Alzati subito e vivi la vita appieno"
Lei è il potere che c'è in te. E' qualsiasi cosa contribuisca ad allargarti il cuore, anche questo è Maria, non solo il potere ma anche l'amore che porti dentro.
Quando ci arrivi, quello è l'unico scopo nella vita dell'uomo.
Non solo amare, ma persistere nell'amare.
Questa Maria sta nel tuo cuore tutto il giorno e ti dice: "Tu sei la mia casa per sempre, non avere paura mai".

La vita segreta delle api (Sue Monk Kidd)

Non voglio commentare il libro che comunque mi è piacito moltissimo, nè il film, che dicono essere melenso e che vedrò appena possibile.
Di madre-interiore parla la psicologia nella formazione dell'Io, ne parlano gli gnostici descrivendo la relazione con la divinità; è pure un tema caro alla New Age e alle spiritualità orientali.

Per quanto mi riguarda la pagina del libro che ho trascritto "quasi" fedelmente mi ricorda la Resilienza: "Ce la puoi fare" dobbiamo ricordare a noi stessi ogni volta che possiamo.
Non esiste un agente esterno, alieno o magico che possa sostituire le proprie risorse interiori.

Senza nulla togliere alla piccola-grande Maria che la religione cristiana ci ha aiutato a conoscere, valorizzare e proporre come modello.

giovedì 4 giugno 2009

Millennium: come diluire una storia in 2307 pagine

Ebbene l'ho fatto!
Dopo una lunga maratona ho terminato di leggere la Trilogia di Millennium.

Al costo di zero euro, facendomi prestare i libri da un'amica, mi sono tolto la soddisfazione di leggere quello che è stato definito da più parti come un capolavoro della letteratura mondiale nera e gialla.
La progressione è questa: 676 + 774 + 857 = 2307 pagine; tempo impiegato: 32 giorni (sera, festivi e ferie).

Mi dissocio dai giudizi spettacolari: fondamentalmente sono rimasto deluso.
Storia omeopaticamente e scientificamente diluita, intere parti assolutamente inutili e avulse dalla trama principale.
Descrizioni di torture e varietà sessuali descritte al limite del morboso; attività amatorie da guiness dei primati di un "più perfetto di così non si può" giornalista (nel secondo racconto).

La parte che ho trovato più interessante è l'ultima del terzo capitolo dove i pedinamenti e gli agguati che coinvolgono i servizi segreti deviati e quelli leali, la polizia corrotta e quella buona, investigatori privati e media, si intrecciano e chi controlla non sa di essere a sua volta controllato. Poi infine il processo finale dove la protagonista Calimero (piccola e nera) viene definitivamente riabilitata.

In generale mi sembra operazione letteraria più furba che geniale.